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Archive for marzo 2009

L’OPPORTUNISMO DEL DOLORE

Fornace Penna

Fornace Penna

Tutti si stanno stracciando le vesti, dopo la notizia che alcuni cani hanno sbranato un bimbo in contrada Pisciotto di Scicli. Qualcuno ha ripudiato la propria cittadinanza sciclitana. Molti si vergognano di essere nati in questo posto. Tanti vogliono eliminare tutti i cani e subito. Parecchi hanno pensato di accanirsi sul povero Italo. I media nazionali e locali ricamano e speculano, vergognosamente, su una tragedia che chiede solo rispetto e silenzio. La città vive un clima da caccia alle streghe. C’è chi lamenta, con astuzia campanilistica, una scarsa attenzione per la gente di Modica. Altri sperano di affossare l’attuale Sindaco e Giunta, cavalcando l’onda dell’indignazione pubblica generale . Il “mostro” è stato sbattuto subito in prima pagina per placare la rabbia di tanti pescatori nel torbido, assetati di sangue e di vendetta. Il balletto delle responsabilità è cominciato. Io non sono stato. L’altro, neppure. Vengono fuori tante piccole, misere mezze verità. I soldi non si trovano per dotare la città di un canile. vigili urbani non esistono a Pisciotto, dove si continua a costruire squallide bidonvilles, secondi piani nelle abitazioni già abusive. Qualche intransigente censore invoca una “soluzione finale” per un supposto losco traffico di omosessuali e prostitute all’ombra della decadente fornace. La colpa è dei politici fannulloni e disinteressati e della gente di Sampieri che li ha votati (in posizione prona). Quando i TG commentano il dolore della famiglia, parlano di una villetta antistante al mare di Marina di Modica; quando attaccano il Sindaco di Scicli e la città ignorano il nome della località e sanno solo descrivere i suoi abitanti come retrogradi, cavernicoli, gente poco affidabile. Montalbano non abita più qua e, forse, dovrebbe darci una mano a scoprire un colpevole che è sulla bocca di tutti, ma il cui nome nessuno vuole fare. Che andrebbe ricercato fra gli insospettabili corridoi della Procura della Repubblica di Modica. Che indagherà, forse senza scrupolo, le responsabilità dei genitori per un’omessa vigilanza del minore(culpa in vigilando). Qualche civile padano continua a etichettare il territorio sciclitano come terzo mondo sottosviluppato, propaggine e non solo geografica dell’universo tunisino.

Ebbene, Io voglio solo rispondere a tutti questi “opportunisti del dolore”, riaffermando la mia appartenenza alla Comunità Sciclitana. Sono e resto fiero della mia città, qualunque cosa accada. Il dolore per la perdita di un bimbo mi commuove quanto lo scempio che in queste ore è stato perpetrato ai danni della memoria collettiva, della storia della mia gente. La morte di un bimbo mi rattrista quanto il criminale disegno di una classe politica che ha condannato la città a un’inevitabile deriva e l’ha trasformata in un’immensa colossale discarica di rabbie, di egoismi, d’immondizie culturali e non di mezza provincia. E non giustifico chi, approfittando di tanto dolore, getta fango e discredito su quanti hanno sacrificato vite, interessi e tempo per dare di Scicli al mondo un’immagine solidale, laboriosa, migliore.

Un Uomo Libero

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