<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:geo="http://www.w3.org/2003/01/geo/wgs84_pos#" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/"
	>

<channel>
	<title>Un Uomo Libero, racconti e liriche &#187; unuomolibero</title>
	<atom:link href="http://unuomolibero.wordpress.com/author/unuomolibero/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://unuomolibero.wordpress.com</link>
	<description>Il luogo eterno del mito e della poesia, dove il tempo non esiste e la ragione tace.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 16 Oct 2009 17:57:06 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.com/</generator>
	<language>it</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<cloud domain='unuomolibero.wordpress.com' port='80' path='/?rsscloud=notify' registerProcedure='' protocol='http-post' />
<image>
		<url>http://www.gravatar.com/blavatar/a7ce39b5c6264be833f9ca7157667a8d?s=96&#038;d=http://s.wordpress.com/i/buttonw-com.png</url>
		<title>Un Uomo Libero, racconti e liriche &#187; unuomolibero</title>
		<link>http://unuomolibero.wordpress.com</link>
	</image>
			<item>
		<title>TUTTI PAZZI PER CARLA BRUNI</title>
		<link>http://unuomolibero.wordpress.com/2009/04/29/tutti-pazzi-per-carla-bruni/</link>
		<comments>http://unuomolibero.wordpress.com/2009/04/29/tutti-pazzi-per-carla-bruni/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2009 07:58:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>unuomolibero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri e Parole]]></category>
		<category><![CDATA[carla bruni]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia reale]]></category>
		<category><![CDATA[letizia di spagna]]></category>
		<category><![CDATA[Madrid]]></category>
		<category><![CDATA[sarko]]></category>
		<category><![CDATA[spagna]]></category>
		<category><![CDATA[Un pedazo de mujer]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://unuomolibero.wordpress.com/?p=164</guid>
		<description><![CDATA[


Un pedazo de mujer
 
Venerdì passato, 24 aprile 2009, avevo degli ospiti italiani e decisi di portarli a visitare il Pardo. La mattinata era splendida e calda, la campagna, un&#8217;esplosione di fiori. Il Pardo è delle quattro residenze reali spagnole quella che più amo. Appena fuori della Capitale (dista pochi chilometri da Madrid), fu per [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=unuomolibero.wordpress.com&blog=4562962&post=164&subd=unuomolibero&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><!--[if gte mso 9]&gt;  Normal 0 14   false false false        MicrosoftInternetExplorer4  &lt;![endif]--><!--[if gte mso 9]&gt;   &lt;![endif]--><!--  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:""; 	margin:0pt; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:"Times New Roman"; 	mso-fareast-font-family:"Times New Roman"; 	mso-ansi-language:ES; 	mso-fareast-language:ES;} @page Section1 	{size:595.3pt 841.9pt; 	margin:70.85pt 56.7pt 56.7pt 56.7pt; 	mso-header-margin:35.4pt; 	mso-footer-margin:35.4pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --></p>
<p><!--[if gte mso 10]&gt; &lt;!  /* Style Definitions */ table.MsoNormalTable {mso-style-name:"Tabella normale"; mso-tstyle-rowband-size:0; mso-tstyle-colband-size:0; mso-style-noshow:yes; mso-style-parent:""; mso-padding-alt:0pt 5.4pt 0pt 5.4pt; mso-para-margin:0pt; mso-para-margin-bottom:.0001pt; mso-pagination:widow-orphan; font-size:10.0pt; font-family:"Times New Roman"; mso-ansi-language:#0400; mso-fareast-language:#0400; mso-bidi-language:#0400;} --></p>
<p><!--[endif]--></p>
<h1 style="text-align:center;"><em><span lang="ES">Un pedazo de mujer</span></em><strong><em></em></strong></h1>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;line-height:150%;" align="center"><strong><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;"> </span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;"><img class="alignleft" style="border:0 none;margin:0 10px 10px 0;" src="http://media.panorama.it/media/foto/2009/04/27/49f5c73fc6e76_normal.jpg" border="0" alt="" width="224" height="347" align="cssLeft" />Venerdì passato, 24 aprile 2009, avevo degli ospiti italiani e decisi di portarli a visitare il Pardo. La mattinata era splendida e calda, la campagna, un&#8217;esplosione di fiori. Il Pardo è delle quattro residenze reali spagnole quella che più amo. Appena fuori della Capitale (dista pochi chilometri da Madrid), fu per molti anni la dimora privilegiata di Franco, il cuore impenetrabile del regime. E&#8217; uno splendido castello, perfettamente restaurato e curato, con saloni a misura d&#8217;uomo, le cui pareti, interamente ricoperte di arazzi pregiatissimi, ben difendevano la famiglia reale e il suo seguito dai rigori dell&#8217;inverno. Il Pardo è stato uno dei monti più sacri e più dipinti della storia della pittura spagnola. Ispirò Velasquez che vi ambientò molti dei suoi celebri ritratti del re, Goya che non fece da meno, forte della lezione &#8220;velazqueña&#8221;. Trasformato ora nella residenza ufficiale delle delegazioni estere, accoglie capi di stato, re e regine, uomini illustri ai quali la nazione vuole tributare onori particolarmente solenni. Una sorta di albergo a &#8220;dieci stelle&#8221;. Unico, esclusivo, inimitabile. Nei dintorni, la grande villa della &#8220;Zarzuela&#8221;, residenza ufficiale del re Juan Carlos I. Solo qualche chilometro più distante, l&#8217;altra grande villa della &#8220;Moncloa&#8221;, già alle porte di Madrid e attigua alla città universitaria, sede ufficiale dell&#8217;attuale primo ministro Zapatero e del governo.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;">L&#8217;autobus ci portò in mezz&#8217;ora dal terminal della Moncloa al Pardo, al borgo cresciuto intorno al castello e ai suoi splendidi giardini. Mi diressi subito verso il grande cancello aperto incontro a un militare corpulento con baffi folti e di alta statura. Chiesi di visitare il castello. Il militare con molta cortesia mi spiegò che erano state sospese le visite in quei giorni perché stavano ultimando i lavori per accogliere il presidente francese Sarkozy, la sua gentile signora e tutta la delegazione al loro seguito. Io e i miei ospiti ce ne andammo a malincuore.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;">Oggi, lunedì ventisette, nel telegiornale di mezzogiorno ho visto che, alle undici della mattina, l&#8217;aereo presidenziale francese atterrava puntualmente all&#8217;aeroporto di Barajas. Tra una giungla di reporter, di giornalisti, di teleobiettivi, Carla Bruni discendeva le scale della rampa dell&#8217;aereo con il suo incedere elegante e raffinato da far morire d&#8217;invidia persino la divina Wanda Osiris. Sarko al suo seguito, goffo e dozzinale, sembrava un topo Gigio impacchettato.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;">Al Pardo gli onori militari con una superba sfilata di corazzieri. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;">Per quanto disinvolta la regina Sofia, era palese, in tutta la famiglia reale, un senso di disagio a confronto con una donna, la cui bellezza e il cui charme erano palpabili nell&#8217;aria, intorno, negli sguardi stessi degli invitati presenti. Il re, consumato e impenitente donnaiolo, aveva occhi solo per lei. Spiato impietosamente da mille telecamere, la seguiva, la concupiva quasi con lo sguardo, la trattava con enorme e sospetta affabilità. Eppure, durante la rassegna militare, Carla aveva sentito il bisogno di sfiorare la mano di Sarko, puntualmente ripresa da tutti i fotografi. Per sentire la sua vicinanza. Per trovare la forza di sostenere un vero e proprio assedio mediatico. Apparentemente disinvolta e sicura ma forse mai così bisognosa di certezze. Splendidi ed elegantissimi abiti, i suoi, portati come su una passerella. E che passerella! Nel pomeriggio un salto al Prado, chiuso come sempre il lunedì ai visitatori. In posa davanti ad un quadro di una famiglia reale del passato francese di cui ora lei era la degna ambasciatrice. Stasera, dalla mia veranda, guardo le luci dei balconi del piano nobile del palazzo reale spalancati a festa. Passandovi nel pomeriggio davanti, le guardie di scorta mi avevano confermato la cena di gala di stanotte.<span id="more-164"></span><br />
</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;"><img style="display:block;text-align:center;margin:0 auto 10px;" src="http://media.panorama.it/media/foto/2009/04/27/49f5c729f0db2_normal.jpg" alt="" width="416" height="274" align="cssCenter" />Davanti al monumentale cancello del patio de armas, centinaia e centinaia di fotoreporter, cineoperatori, giornalisti aspettavano l&#8217;arrivo del corteo dal museo. Sapevo del disagio del re nel redigere la lista degli invitati. Il comedor, il salone da pranzo, per quanto grande fosse, non poteva ospitare tutte le persone che speravano nel preziosissimo invito. Uomini dello spettacolo capeggiati da Almodovar, toreri famosi, protagonisti dell&#8217;alta finanza, artisti, politici, ambasciatori. La regina sfoggiava un abito lungo rosso impreziosito da un girocollo di grossi rubini e un piccolo diadema di brillanti nell&#8217;acconciatura; la principessa Letizia, moglie di Felipe, il principe ereditario, un abito lungo color argento e, anche lei, portava un diadema di diamanti in testa. Carla apparve verso le ventuno nel grande salone delle feste con un abito nero lungo che le modellava i fianchi. Solo degli splendidi pendenti le incorniciavano il viso insieme al suo sorriso abituale, pieno di seduzione e di malia e un antico e prezioso bracciale a uno dei polsi. Per una bellezza abbagliante, anche senza diadema, nessuno, ci avrei scommesso, avrebbe esitato a definirla la vera regina della serata. Ci pensò il marito. Borioso come tutti i francesi. Volle salutare dal balcone principale della reggia la folla che assiepava piazza d&#8217;Oriente e i dintorni.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;">-Volevate vedere il vero protagonista della serata?- Chiese alla gente in delirio. &#8211; Ecco!- Esclamò a sorpresa e, facendosi da parte, indicò la moglie che nulla sapeva di quella sortita. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;">Vedo, ora, la servitù che spegne, a uno a uno, i grandi lampadari del palazzo. La fatina e il suo brutto anatroccolo stanno per uscire dal portone centrale. Una lunghissima fila di macchine al seguito. La folla applaude e poi sciama per le vie adiacenti verso Puerta del Sol, il cuore storico di tutte le Madrid. L&#8217;edizione della notte del telegiornale mi lascia curiosare tra i momenti più intimi della cena di Stato. Lei, raggiante, alla destra del re sorride. Juan Carlos(1) si china quasi sul suo seno come per ascoltare meglio le sue parole o il battito del cuore. Una domanda e un dubbio mi assalgono all&#8217;improvviso. In che lingua parlavano entrambi?</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;">
<div><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;"><strong><a href="http://unuomolibero.wordpress.com" target="_blank">Un Uomo Libero<br />
</a></strong></span></div>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;">(1) E&#8217; risaputo che l&#8217;attuale re di Spagna Juan Carlos I è nato a Roma, dove la famiglia viveva da anni in esilio e dove ancora conserva una splendida villa.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;"><span> </span><span> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;"> </span></p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/unuomolibero.wordpress.com/164/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/unuomolibero.wordpress.com/164/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/unuomolibero.wordpress.com/164/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/unuomolibero.wordpress.com/164/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/unuomolibero.wordpress.com/164/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/unuomolibero.wordpress.com/164/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/unuomolibero.wordpress.com/164/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/unuomolibero.wordpress.com/164/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/unuomolibero.wordpress.com/164/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/unuomolibero.wordpress.com/164/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=unuomolibero.wordpress.com&blog=4562962&post=164&subd=unuomolibero&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://unuomolibero.wordpress.com/2009/04/29/tutti-pazzi-per-carla-bruni/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="" medium="image">
			<media:title type="html">unuomolibero</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://media.panorama.it/media/foto/2009/04/27/49f5c73fc6e76_normal.jpg" medium="image" />

		<media:content url="http://media.panorama.it/media/foto/2009/04/27/49f5c729f0db2_normal.jpg" medium="image" />
	</item>
		<item>
		<title>DIETRICH BONHOEFFER: UN TEOLOGO CONTRO HITLER</title>
		<link>http://unuomolibero.wordpress.com/2009/04/23/dietrich-bonhoeffer-un-teologo-contro-hitler/</link>
		<comments>http://unuomolibero.wordpress.com/2009/04/23/dietrich-bonhoeffer-un-teologo-contro-hitler/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2009 10:10:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>unuomolibero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Saggi]]></category>
		<category><![CDATA[DIETRICH BONHOEFFER]]></category>
		<category><![CDATA[HITLER]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://unuomolibero.wordpress.com/?p=154</guid>
		<description><![CDATA[
DIETRICH BONHOEFFER: UN TEOLOGO CONTRO HITLER
 
Il 9 aprile del 1945, all&#8217;alba di un lunedì dopo Pasqua, nel carcere di Flossenbürg, moriva impiccato Dietrich Bonhoeffer, pastore protestante, teologo fra i più importanti e ispirati del Novecento. I testimoni raccontano di averlo visto raccogliersi in preghiera prima di essere condotto al patibolo e, ancora, subito prima [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=unuomolibero.wordpress.com&blog=4562962&post=154&subd=unuomolibero&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><!--[if gte mso 9]&gt;--></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;line-height:150%;" align="center"><strong><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;">DIETRICH BONHOEFFER: UN TEOLOGO CONTRO HITLER</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;"><strong><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;"> </span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;"><img class="alignleft" style="border:0 none;margin:0 10px 10px 0;" src="http://www.heiligenlexikon.de/Fotos/Dietrich_Bonhoeffer.jpg" border="0" alt="" width="206" height="150" align="cssLeft" />Il 9 aprile del 1945, all&#8217;alba di un lunedì dopo Pasqua, nel carcere di Flossenbürg, moriva impiccato Dietrich Bonhoeffer, pastore protestante, teologo fra i più importanti e ispirati del Novecento. I testimoni raccontano di averlo visto raccogliersi in preghiera prima di essere condotto al patibolo e, ancora, subito prima di essere giustiziato.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;">Era nato a Breslau in una famiglia della più ricca borghesia tedesca nel 1906. Aveva studiato a Tubinga, a Roma, a Berlino. Dopo una breve parentesi pastorale a Barcellona, aveva ottenuto la libera docenza presso la facoltà teologica di Berlino. Era stato a Bonn discepolo del celebre teologo Karl Barth. Da subito diventato famoso per l&#8217;acutezza spirituale e la profondità dottrinale delle sue opere, viaggiò a Londra a Sofia a New York; si recò per motivi di studio in Danimarca, in Svezia e poi in Italia, in Messico, in Norvegia e a Stoccolma, in Svizzera per incontrare un&#8217;altra volta Karl Barth, l&#8217;antico maestro. Di nuovo in Svizzera per aiutare clandestinamente un gruppo di ebrei a mettersi in salvo. La Gestapo, insospettita dai suoi continui viaggi, lo tenne d&#8217;occhio fino a quando lo arrestò. Già dal 1940 Dietrich aveva ricevuto il divieto di esercitare il ministero ecclesiastico. Impiegato presso l&#8217;Abwehr, i servizi segreti militari tedeschi, in realtà fu un membro attivo della resistenza e appoggiò, utilizzando i suoi numerosi e importanti contatti pastorali all&#8217;estero, il cognato Hans Dohnanyi che, con la complicità del colonnello Oster, dell&#8217;ammiraglio Canaris e di altri, invano tentò un attentato ai danni del Führer. Nel giugno del 1942 incontrò Maria von Wedemayer. Un amore epistolare delicato e breve, della durata di qualche primavera, che sopravvivrà al tempo e alla memoria. Si nutrirà di parole, di attimi. Saprà vincere il duro regime del carcere, forte di una fedeltà incrollabile, di un&#8217;intima assoluta certezza, di una condivisione spirituale piena.<span id="more-154"></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;">&#8220;<span style="color:#333333;">Ho tracciato col gesso una linea intorno al mio letto, larga all&#8217;incirca come la tua cella. Ci sono un tavolo e una sedia, come io m&#8217;immagino. E quando sono seduta lì, credo quasi di essere insieme a te</span>&#8220;. Gli scriveva Maria in una lettera datata 26 aprile del 1944.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;">Maria seppe della sua esecuzione solo dopo la fine della guerra, nell&#8217;estate del 1945.<span> </span>Di lui rimase solo un libro di Goethe, che le guardie del carcere provvidero prontamente a bruciare. La Bibbia era andata perduta prima. Una copia di Plutarco, con il suo nome e il suo indirizzo scritti a grandi lettere con una matita spuntata, la aveva abbandonata lui stesso di proposito in una cella del carcere di Schönberg perché qualcuno, trovandola, avrebbe potuto così documentare il suo passaggio. Era un testo che aveva chiesto, già recluso, ai suoi genitori come regalo per il suo ultimo compleanno. Questo libro, testimone prezioso e unico, fu restituito alla famiglia dopo la caduta del nazismo da un prigioniero compagno di cella, fortunatamente scampato alla morte, che l&#8217;aveva custodito come un&#8217;autentica reliquia.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;">Bonhoeffer fu il teologo di spicco della &#8220;Chiesa confessante&#8221;, quella parte di clero cioè che lottava contro la morbida tolleranza della Chiesa evangelica tedesca nei confronti del nazismo. Coraggiosamente levò alta la sua voce in difesa della questione ebraica (Die Kirke vor der Judenfrage, 1933). Criticò fin dai suoi esordi l&#8217;idea ascetica di fuggire il mondo, molto incoraggiata dai teologi suoi contemporanei, sostenendo l&#8217;irrinunciabile ruolo del cristiano a misurarsi con la realtà della Storia. Nell&#8217;Etica afferma che &#8220;Gesù Cristo è il luogo in cui Dio e la realtà del mondo sono riconciliati&#8221;. Non esseri privilegiati, dunque, definisce i cristiani ma abitanti del mondo, testimoni chiamati a vivere la fede con atti ordinari che &#8220;non impegnano la vita&#8221;. Dio non è concepito, infatti, dal teologo come un &#8220;Dio utile&#8221;, soluzione cercata e necessaria alle domande e ai problemi sollevati dalla filosofia ma come un &#8220;Dio inutile&#8221;. Un Dio liberato, cioè, dagli orpelli e dalle incrostazioni della religione, definita transitoria e ambigua; svincolato da tutto ciò che lo rende necessario e insostituibile nel pensiero dell&#8217;Uomo. Un Dio che scandalizza perché umiliato e deriso nella figura del Cristo. Che, nonostante tutto, vuol essere riconosciuto dall&#8217;Uomo e scelto da lui perché lontano dalle logiche del potere. Per Bonhoeffer l&#8217;annuncio cristiano è annuncio antireligioso. La sua però non è l&#8217;antireligiosità di Feuerbach.<span> </span>L&#8217;Uomo, per il teologo tedesco, non deve distinguersi dal mondo ma diventarne parte. Per gioirvi, per soffrirvi, semplicemente per vivervi. La trascendenza di Gesù consiste, dunque, nell&#8217;&#8221;essere per gli altri&#8221;. Non è onnipotenza, onniscienza, onnipresenza. &#8220;La Chiesa è Chiesa soltanto se esiste per gli altri&#8221;. Deve vivere dunque delle offerte spontanee e donare il sovrappiù a chi si trovi nel bisogno. Una Chiesa serva ma non schiava, che viva più di esempio che di concetti.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;">In carcere, nella logorante incertezza del domani, Bonhoeffer meditò a lungo sul ruolo del credente nella società del suo tempo. Sul disonore di una prigionia che lo additava alle masse come un volgare delinquente, sovversivo e ingrato. Traditore di uno Stato e di un regime che si vantavano pubblicamente della benedizione di Dio e degli uomini. Un Dio che, per quanto creduto &#8220;absconditus&#8221; da Isaia, Lutero e Pascal o annunciato &#8220;morto&#8221; dalla gaia scienza di un occidente decadente e marcio, silenziosamente operava nella Storia per guidare col braccio teso della sua misericordia l&#8217;incerto cammino degli uomini.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;">La Chiesa</span><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;"> cattolica dal dopo guerra s&#8217;interroga se Dietrich Bonhoffer non sia stato, con il suo pensiero, il vero anticipatore di quel rinnovamento che visse nel Concilio Vaticano II una delle più grandi avventure dello spirito.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;">Tra le rovine fumanti di una straziata Germania, la sua voce, trasformata dalla fede nella stessa voce del Cristo, confortava, per una sublime preghiera, i poveri compagni di cella, quotidianamente sacrificati dalla stupida follia nazista. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;">Titanico testimone del suo tempo, di lui ci restano le parole e le opere, il pensiero, il sacrificio &#8220;pasquale&#8221; della vita. Eredità straordinaria, indelebilmente fissata nella nostra memoria insieme al ricordo di quello che veramente fu: un Uomo Giusto. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;"> </span></p>
<div><span style="font-size:small;"><a href="http://unuomolibero.wordpress.com" target="_blank">Un Uomo Libero</a></span></div>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:0 58.9pt .0001pt 72pt;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;">Bibliografia:</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:0 58.9pt .0001pt 72pt;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:0 58.9pt .0001pt 72pt;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:0 58.9pt .0001pt 72pt;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;" lang="DE">Widerstand und Egerbung, Briefe und Aufzeichnungen aus del Haft. Neuausgabe Herausgegeben von Eberhard Bethge.3.Auflage 1985, 1970 Chr. </span><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;">Kaiser Verlag, München, Resistenza e resa, Trad. Alberto Gallas, 1988, Edizioni Paoline</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:0 58.9pt .0001pt 72pt;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:0 58.9pt .0001pt 72pt;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;">Brautbriefe Zelle 92 Dietrich Bonhoeffer Maria von Wedemeyer 1943-1945, Lettere alla fidanzata, cella 92, Trad. Maria Claudia Murara, 1994 Editrice Queriniana, Brescia</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:0 58.9pt .0001pt 72pt;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:0 58.9pt .0001pt 72pt;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;">Bonhoeffer Dietrich, Akt und Sein, Transzendentalphilosophieund Ontologie in der systematischen Theologie, Atto ed essere, Trad. Alberto Gallas e Carlo Danna, 1993, Editrice Queriniana, Brescia</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:0 58.9pt .0001pt 72pt;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:0 58.9pt .0001pt 72pt;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;" lang="DE">Bonhoeffer Dietrich, Sanctorum Communio, Eine dogmatische Untersuchung zur Soziologie der Kirke, Trad. Elena Polli, 1994, Editrice Queriniana Brescia</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:0 58.9pt .0001pt 72pt;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;" lang="DE"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:0 58.9pt .0001pt 72pt;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;" lang="DE">Bonhoeffer Dietrich, Gemeinsames Leben. </span><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;">Das Gebetbuch der Bibel, Vita comune, Trad. M.Cristina laurenzi, 1991, Editrice Queriniana, Brescia <span> </span><span> </span><span> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:0 58.9pt .0001pt 72pt;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;"> </span></p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/unuomolibero.wordpress.com/154/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/unuomolibero.wordpress.com/154/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/unuomolibero.wordpress.com/154/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/unuomolibero.wordpress.com/154/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/unuomolibero.wordpress.com/154/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/unuomolibero.wordpress.com/154/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/unuomolibero.wordpress.com/154/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/unuomolibero.wordpress.com/154/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/unuomolibero.wordpress.com/154/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/unuomolibero.wordpress.com/154/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=unuomolibero.wordpress.com&blog=4562962&post=154&subd=unuomolibero&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://unuomolibero.wordpress.com/2009/04/23/dietrich-bonhoeffer-un-teologo-contro-hitler/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="" medium="image">
			<media:title type="html">unuomolibero</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://www.heiligenlexikon.de/Fotos/Dietrich_Bonhoeffer.jpg" medium="image" />
	</item>
		<item>
		<title>Pasqua e le tradizioni sciclitane</title>
		<link>http://unuomolibero.wordpress.com/2009/04/21/pasqua-e-le-tradizioni-sciclitane/</link>
		<comments>http://unuomolibero.wordpress.com/2009/04/21/pasqua-e-le-tradizioni-sciclitane/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2009 21:22:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>unuomolibero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri e Parole]]></category>
		<category><![CDATA[Saggi]]></category>
		<category><![CDATA[gianni mania]]></category>
		<category><![CDATA[gioia]]></category>
		<category><![CDATA[pasqua scicli]]></category>
		<category><![CDATA[Socrathe]]></category>
		<category><![CDATA[tradizioni sciclitane]]></category>
		<category><![CDATA[uomo vivo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://unuomolibero.wordpress.com/?p=149</guid>
		<description><![CDATA[La Pasqua non appartiene alle tradizioni antiche della nostra città. Sicuramente nel giorno della Resurrezione il popolo celebrava un incontro, &#8220;una pace&#8221;, tra il Cristo e la Madonna. Tradizione vera, questa, dimenticata, come tante altre, dalla memoria sempre più corta della nostra gente. La processione con il &#8220;Venerabile&#8221;, no. Quella è antichissima e radicata nella [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=unuomolibero.wordpress.com&blog=4562962&post=149&subd=unuomolibero&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><div class="wp-caption alignleft" style="width: 264px"><img style="margin:2px;" title="Socrathe: Il Gioia nella metafisica di Photoshop" src="http://img135.imageshack.us/img135/4317/gioiaret.jpg" alt="" width="254" height="170" /><p class="wp-caption-text">Foto di Gianni Mania</p></div>
<p style="text-align:justify;">La Pasqua<span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;"> non appartiene alle tradizioni antiche della nostra città. Sicuramente nel giorno della Resurrezione il popolo celebrava un incontro, &#8220;una pace&#8221;, tra il Cristo e la Madonna. Tradizione vera, questa, dimenticata, come tante altre, dalla memoria sempre più corta della nostra gente.<span> </span>La processione con il &#8220;Venerabile&#8221;, no. Quella è antichissima e radicata nella storia della città. Tra l&#8217;altro il &#8220;Gioia&#8221;, prima di essere &#8220;decentemente&#8221; dipinto (è il caso di dirlo) dal nostro bravissimo e poco conosciuto pittore locale Bartolomeo Militello, non era gran che. Se la memoria non m&#8217;inganna, non era neppure custodito in Santa Maria La Nova bensì nella chiesetta di Valverde e non era neanche oggetto di grande venerazione. Tutto credo cominciò con le prime lotte sociali, alla fine dell&#8217;ottocento. Si voleva vedere in un Cristo, sventolante per pura combinazione una bandiera rossa, l&#8217;atteso salvatore che avrebbe sicuramente riscattato il popolo dal sistema feudale che per secoli lo aveva sfruttato e affamato. <span id="more-149"></span>Da qui il pazzo desiderio antropomorfo di rendere il simulacro affine all&#8217;uomo con i relativi eccessi prodotti da una mentalità ignorante e per nulla catechizzata. Il saluto del Gioia alla statua di<span> </span>Busacca, alla sezione della camera del lavoro; il passaggio della statua davanti alla bettola di &#8220;zia Cuncetta&#8221;, nel cuore più antico della città; una scappatella al nuovo casino fuori porta, con tanto di bombe e fuochi; le visite al carcere e all&#8217;ospedale (non per consolare i carcerati e i malati ma per sentirlo vivo, uno di loro in mezzo alla gente). Eccessi ma anche ragioni del vero motivo perché qualcuno all&#8217;inizio del secolo breve cominciò a chiamarlo &#8220;l&#8217;uomo vivo&#8221;. Nel disperato tentativo di farlo veramente vivere nel cuore e nella mente. La Chiesa locale, imborghesita e corrotta, distratta e assente, profondamente contrastata da un protestantesimo che riusciva, con più coraggio e autenticità, ad annunciare il messaggio pasquale, lasciò correre. La città da sempre spaccata nel suo più intimo tessuto sociale trovò finalmente l&#8217;idolo che le mancava per ritornare a un antico protagonismo. Le sue diverse anime, in perenne contrasto, avevano bisogno di ritrovare un equilibrio, una valvola di sfogo per l&#8217;appunto che garantisse una loro convivenza pacifica. Da sempre, da quando cioè le pesti avevano decimato la popolazione, la città era stata meta di forti immigrazioni provenienti da paesi dell&#8217;interno dell&#8217;isola. Questa gente non portava solo braccia. Portava abitudini diverse, costumi differenti, tensioni, bisogni e desideri che necessariamente nel lungo periodo dovevano scatenare lotte, divisioni, gelosie, rancori. Con la lingua anche la rissosità, ormai sicuramente e definitivamente catalogata come componente caratteriale del nostro DNA, ci hanno distinto nel territorio da tutti gli altri vicini. Abbiamo sempre litigato per tutto, gli sciclitani, nella nostra storia. Per avere un santo tutto per noi; per avere il posto d&#8217;onore nelle manifestazioni pubbliche, nei funerali importanti, nella distribuzione delle alte cariche quando Modica era la capitale di una contea. Litigavano le parrocchie per l&#8217;ordine che occorreva rispettare durante le innumerevoli processioni pubbliche con le quali il clero sperava di addormentare la coscienza della gente. Si davano botte da orbi i portatori dell&#8217;arca di San Guglielmo, contenente i resti mortali del santo, così come poi è accaduto varie volte col Gioia (chiamato in altre epoche anche &#8220;U Signuri re cuorpi&#8221;). Furono tanti gli eccessi che si produssero durante quelle processioni del santo che dovette intervenire drasticamente il vescovo di Siracusa per sospenderle prima e vietarle definitivamente poi. Così si perdette, con le processioni, anche la memoria di quello che era stato per il popolo e la religiosità popolare il grande ricordo del taumaturgico Protettore. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;">E allora? Un Uomo libero non vuole sopprimere la festa del Gioia. Tranquilli. Non vuole invece che si ripetano i fatti di San Guglielmo. Vuole solo disciplinare una tradizione malintesa che, vissuta così, difficilmente potrebbe durare. Purificarla da tutti quegli orpelli non necessari che la qualificano all&#8217;estero come demenziale e pagana. Non credo che ci voglia molto per farlo. Occorre solo una forte presa di coscienza da parte delle Autorità religiose e da parte di quella fetta della società sciclitana più sensibile al nostro passato. Qualcuno potrebbe chiedere come? Semplice. Istituendo un vero e proprio albo dei portatori nel quale dovrebbero registrarsi tutti coloro i quali volessero portare la statua del Cristo nel giorno di Pasqua. Istruendo poi gli aderenti, durante l&#8217;anno, con un&#8217;informazione e una catechesi adeguate. Responsabilizzandoli in caso di danni a persone e cose. Così si eviterebbero lo scompiglio all&#8217;uscita e al rientro del Venerabile (un vero sacrilegio); il saluto a Busacca (una vera scemenza), i giri inconcludenti in piazza Carmine(demenziali) e tutte quelle manifestazioni che poco hanno a che fare col Cristo e la sua resurrezione. Per fare questo ci vuole molto lavoro, però. Da parte della Chiesa e da parte dei parroci. E qui, purtroppo, cade l&#8217;asino.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;">Un Uomo Libero</span></p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/unuomolibero.wordpress.com/149/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/unuomolibero.wordpress.com/149/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/unuomolibero.wordpress.com/149/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/unuomolibero.wordpress.com/149/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/unuomolibero.wordpress.com/149/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/unuomolibero.wordpress.com/149/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/unuomolibero.wordpress.com/149/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/unuomolibero.wordpress.com/149/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/unuomolibero.wordpress.com/149/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/unuomolibero.wordpress.com/149/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=unuomolibero.wordpress.com&blog=4562962&post=149&subd=unuomolibero&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://unuomolibero.wordpress.com/2009/04/21/pasqua-e-le-tradizioni-sciclitane/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="" medium="image">
			<media:title type="html">unuomolibero</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://img135.imageshack.us/img135/4317/gioiaret.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">Socrathe: Il Gioia nella metafisica di Photoshop</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Lighea ovvero la Sicilia eterna</title>
		<link>http://unuomolibero.wordpress.com/2009/04/07/lighea-ovvero-la-sicilia-eterna/</link>
		<comments>http://unuomolibero.wordpress.com/2009/04/07/lighea-ovvero-la-sicilia-eterna/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2009 22:00:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>unuomolibero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri e Parole]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://unuomolibero.wordpress.com/?p=145</guid>
		<description><![CDATA[


Lighea, o meglio, rispettando il titolo che Giuseppe Tomasi aveva pensato per quel racconto, &#8220;La sirena&#8221; è l&#8217;immagine di una Sicilia eterna che sconfina nel mito. Sconfitta e ambigua. Affascinante come quella donna pesce che incantò il povero La Ciura alla ricerca del senso della vita. Non armoniosa e dolce la sua voce come quella [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=unuomolibero.wordpress.com&blog=4562962&post=145&subd=unuomolibero&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><div>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;text-align:justify;margin:6pt 58.9pt 6pt 72pt;">
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;text-align:justify;margin:6pt 58.9pt 6pt 72pt;">
<p style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;"><img class="alignleft" src="http://www.arquitectura.com/arte/pintura/vaquer/sirena.jpg" alt="" width="92" height="96" />Lighea, o meglio, rispettando il titolo che Giuseppe Tomasi aveva pensato per quel racconto, &#8220;La sirena&#8221; è l&#8217;immagine di una Sicilia eterna che sconfina nel mito. Sconfitta e ambigua. Affascinante come quella donna pesce che incantò il povero La Ciura alla ricerca del senso della vita. Non armoniosa e dolce la sua voce come quella dell&#8217;altra Ligheia di omerica memoria che invano cantò per le orecchie tappate di Odisseo. La Ciura è Odisseo. Entrambi cercano un mondo che non c&#8217;è, che esiste solo nella memoria e per questo popolato di dei e di miti, d&#8217;immortali e di eroi. <span id="more-145"></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;text-align:justify;margin:6pt 58.9pt 6pt 72pt;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;">Gentile amico, Giuseppe Tomasi scriveva quando già la sua salute era gravemente compromessa. Quel racconto, in effetti, è un testamento malinconico di un uomo che vede avvicinarsi la fine. Un rivolgersi al passato, riepilogato dalla malia dello sguardo della sirena per una passione impossibile, dalla sua melodia strana, dai dentini rossi del sangue della Storia. Ho scritto &#8220;malinconico&#8221; perché anche Giuseppe Tomasi non ha speranza. Sconfitto come la sua isola, &#8220;unico e antico amore&#8221;, non trova soluzioni a un dramma che si consuma nella quotidianità del giorno. Per un sole arcaico e implacabile che sfalda le memorie degli uomini, che seppellisce sotto la polvere del tempo gesta che si coprirono di gloria. Lei si mette in ascolto &#8211; scrive &#8211; come faceva, nel racconto del Tomasi, il professor La Ciura e Le pare di ascoltare suoni, voci, leggende transumanti dalla remota fantasia degli uomini che qui hanno vissuto, che qui hanno amato, che qui ancora vagano con i loro spiriti inquieti per le disseminate rovine, con le loro parole. Io tutto questo l&#8217;ho sperimentato. Soprattutto nella mia giovinezza ormai lontana, vissuta nel secolo ferito dall&#8217;uomo. Ma dal passato non una risposta di speranza ha saputo confortare la sua interessante domanda che tante volte è stata anche la mia. &#8220;Che senso ha cercare il passato se non per tramandarlo, rinnovarlo, trasmetterlo?&#8221; La vita si è consumata sulle pietre per mirabili assenze. Mute testimonianze restano ora di tutte le culture mediterranee che qui si sono date appuntamento attraverso i millenni per scrivere la Storia. Eschilo non ha più voce per risorgere da una tomba perduta nella nostra campagna e forse gli sta bene così. Le ossa di Archimede si sono sfarinate sotto l&#8217;impietoso sole di agosto e il vento di scirocco solleva quella polvere sacra sopra le imponenti rovine di città che a stento il grande matematico saprebbe riconoscere come sue. I nostri giovani dimenticano che l&#8217;eredità non è fatta solo di cose. In un&#8217;apocalisse del cuore, -non so e per questo dubito- nuovi, pochi e sconfitti Cassiodoro invano potranno riuscire nell&#8217;intento di conservare quel deposito di grandezza, di miserie e di lacrime che da sempre ha accompagnato la nostra gente. Proserpina ritornerà con i suoi fiori a colorare e profumare i campi. Forse per un&#8217;ultima primavera. Mai come ora il nostro domani e il nostro destino sono stati così minacciati e incerti. Abbiamo bisogno di molto, molto coraggio. Nella speranza che una dea pietosa regali anche a noi, come fece con Odisseo, un velo di fortuna che ci salvi dai terribili e pericolosi marosi di una politica vergognosa e inetta. Verre era niente a confronto.</span></p>
</div>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/unuomolibero.wordpress.com/145/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/unuomolibero.wordpress.com/145/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/unuomolibero.wordpress.com/145/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/unuomolibero.wordpress.com/145/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/unuomolibero.wordpress.com/145/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/unuomolibero.wordpress.com/145/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/unuomolibero.wordpress.com/145/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/unuomolibero.wordpress.com/145/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/unuomolibero.wordpress.com/145/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/unuomolibero.wordpress.com/145/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=unuomolibero.wordpress.com&blog=4562962&post=145&subd=unuomolibero&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://unuomolibero.wordpress.com/2009/04/07/lighea-ovvero-la-sicilia-eterna/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="" medium="image">
			<media:title type="html">unuomolibero</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://www.arquitectura.com/arte/pintura/vaquer/sirena.jpg" medium="image" />
	</item>
		<item>
		<title>L&#8217;opportunismo del dolore</title>
		<link>http://unuomolibero.wordpress.com/2009/03/17/lopportunismo-del-dolore/</link>
		<comments>http://unuomolibero.wordpress.com/2009/03/17/lopportunismo-del-dolore/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2009 10:01:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>unuomolibero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://unuomolibero.wordpress.com/?p=138</guid>
		<description><![CDATA[L’OPPORTUNISMO DEL DOLORE
 

Tutti si stanno stracciando le vesti, dopo la notizia che alcuni cani hanno sbranato un bimbo in contrada Pisciotto di Scicli. Qualcuno ha ripudiato la propria cittadinanza sciclitana. Molti si vergognano di essere nati in questo posto. Tanti vogliono eliminare tutti i cani e subito. Parecchi hanno pensato di accanirsi sul povero [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=unuomolibero.wordpress.com&blog=4562962&post=138&subd=unuomolibero&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p class="MsoNormal" style="text-align:center;line-height:150%;margin:6pt 58.9pt 6pt 36pt;" align="center"><strong><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;">L’OPPORTUNISMO DEL DOLORE</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 58.9pt 6pt 36pt;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 58.9pt 6pt 36pt;">
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 261px"><img src="http://www.lealidiermes.net/images/3.Fornace%20Penna%20a%20Sampieri.jpg" alt="Fornace Penna" width="251" height="167" /><p class="wp-caption-text">Fornace Penna</p></div>
<p style="text-align:justify;">Tutti si stanno stracciando le vesti, dopo la notizia che alcuni cani hanno sbranato un bimbo in contrada Pisciotto di Scicli. Qualcuno ha ripudiato la propria cittadinanza sciclitana. Molti si vergognano di essere nati in questo posto. Tanti vogliono eliminare tutti i cani e subito. Parecchi hanno pensato di accanirsi sul povero Italo. I media nazionali e locali ricamano e speculano, vergognosamente, su una tragedia che chiede solo rispetto e silenzio. La città vive un clima da caccia alle streghe. C&#8217;è chi lamenta, con astuzia campanilistica, una scarsa attenzione per la gente di Modica. Altri sperano di affossare l&#8217;attuale Sindaco e Giunta, cavalcando l&#8217;onda dell&#8217;indignazione pubblica generale . Il &#8220;mostro&#8221; è stato sbattuto subito in prima pagina per placare la rabbia di tanti pescatori nel torbido, assetati di sangue e di vendetta. Il balletto delle responsabilità è cominciato. Io non sono stato. L&#8217;altro, neppure. Vengono fuori tante piccole, misere mezze verità. I soldi non si trovano per dotare la città di un canile. <span> </span>vigili urbani non esistono a Pisciotto, dove si continua a costruire squallide bidonvilles, secondi piani nelle abitazioni già abusive. Qualche intransigente censore invoca una &#8220;soluzione finale&#8221; per un supposto losco traffico di omosessuali e prostitute all&#8217;ombra della decadente fornace. La colpa è dei politici fannulloni e disinteressati e della gente di Sampieri che li ha votati (in posizione prona). Quando i TG commentano il dolore della famiglia, parlano di una villetta antistante al mare di Marina di Modica; quando attaccano il Sindaco di Scicli e la città ignorano il nome della località e sanno solo descrivere i suoi abitanti come retrogradi, cavernicoli, gente poco affidabile. Montalbano non abita più qua e, forse, dovrebbe darci una mano a scoprire un colpevole che è sulla bocca di tutti, ma il cui nome nessuno vuole fare. Che andrebbe ricercato fra gli insospettabili corridoi della Procura della Repubblica di Modica. Che indagherà, forse senza scrupolo, le responsabilità dei genitori per un&#8217;omessa vigilanza del minore(culpa in vigilando). Qualche civile padano continua a etichettare il territorio sciclitano come terzo mondo sottosviluppato, propaggine e non solo geografica dell&#8217;universo tunisino.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 58.9pt 6pt 36pt;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;">Ebbene, Io voglio solo rispondere a tutti questi &#8220;opportunisti del dolore&#8221;, riaffermando la mia appartenenza alla Comunità Sciclitana. Sono e resto fiero della mia città, qualunque cosa accada. Il dolore per la perdita di un bimbo mi commuove quanto lo scempio che in queste ore è stato perpetrato ai danni della memoria collettiva, della storia della mia gente. La morte di un bimbo mi rattrista quanto il criminale disegno di una classe politica che ha condannato la città a un&#8217;inevitabile deriva e l&#8217;ha trasformata in un&#8217;immensa colossale discarica di rabbie, di egoismi, d&#8217;immondizie culturali e non di mezza provincia. </span><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;" lang="ES">E non giustifico chi, approfittando di tanto dolore, getta fango e discredito su quanti hanno sacrificato vite, interessi e tempo per dare di Scicli al mondo un&#8217;immagine solidale, laboriosa, migliore.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 58.9pt 6pt 36pt;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;">Un Uomo Libero</span></p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/unuomolibero.wordpress.com/138/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/unuomolibero.wordpress.com/138/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/unuomolibero.wordpress.com/138/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/unuomolibero.wordpress.com/138/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/unuomolibero.wordpress.com/138/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/unuomolibero.wordpress.com/138/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/unuomolibero.wordpress.com/138/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/unuomolibero.wordpress.com/138/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/unuomolibero.wordpress.com/138/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/unuomolibero.wordpress.com/138/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=unuomolibero.wordpress.com&blog=4562962&post=138&subd=unuomolibero&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://unuomolibero.wordpress.com/2009/03/17/lopportunismo-del-dolore/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="" medium="image">
			<media:title type="html">unuomolibero</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://www.lealidiermes.net/images/3.Fornace%20Penna%20a%20Sampieri.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">Fornace Penna</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Eroi senza nome: Michele</title>
		<link>http://unuomolibero.wordpress.com/2009/02/26/eroi-senza-nome-michele/</link>
		<comments>http://unuomolibero.wordpress.com/2009/02/26/eroi-senza-nome-michele/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 26 Feb 2009 12:08:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>unuomolibero</dc:creator>
				<category><![CDATA[eroi senza nome]]></category>
		<category><![CDATA[fisarmonica]]></category>
		<category><![CDATA[michele]]></category>
		<category><![CDATA[michele u muonchiu]]></category>
		<category><![CDATA[monchiu]]></category>
		<category><![CDATA[ritratti]]></category>
		<category><![CDATA[santa maria la nova]]></category>
		<category><![CDATA[Scicli]]></category>
		<category><![CDATA[sciclinews]]></category>
		<category><![CDATA[Socrathe]]></category>
		<category><![CDATA[un uomo libero]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://unuomolibero.wordpress.com/?p=132</guid>
		<description><![CDATA[Gli eroi senza nome sono gli uomini che la storia ha dimenticato ma che la memoria del popolo riconosce e dei quali perpetua nel tempo il ricordo. Vissero tra noi, protagonisti involontari di una cronaca piccola e provinciale. Figli di un tempo sacro, naturalizzati dall’eterno ritorno. Echi di tempi lontani, memorie del nostro vissuto.

Socrathe


<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=unuomolibero.wordpress.com&blog=4562962&post=132&subd=unuomolibero&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="background:white;line-height:150%;text-align:justify;margin:6pt 58.9pt 6pt 72pt;"><span style="font-size:10pt;color:#444444;line-height:150%;font-family:Arial;"><img class="alignleft" title="Michele" src="http://img19.imageshack.us/img19/3449/michele1qu5.jpg" alt="" width="162" height="243" />Michele veniva barcollando con un passo discreto, trascinato dal ritmo della sua fisarmonica. Ubriaco solo di note e di sole. Per qualche spicciolo regalava un valzer o una mazurka che spesso finiva, dopo capricciose variazioni, nello stesso motivo del valzer. Biascicava parole che, bambino, appena capivo. Malinconico e misterioso, sfidava le insicurezze del giorno con la sua intima vocazione di zingaro. Conosceva tutte le vie e le viuzze di una città antica, non ancora fuggita verso gli instabili e argillosi pianori che la spingevano verso il mare. Una casbah infinita, abbarbicata ai costoni della rocca, vera e propria &#8220;alcazaba&#8221; . Il sole dell&#8217;estate proiettava la sua ombra instabile e allegra sui muri delle case imbiancate a calce mentre un sorriso fioriva, per il miracolo della sua musica, fra le labbra asciugate dalla calura. Amava suonare per i bambini. I bambini lo amavano. Gli offrivano il soldino con il gesto generoso di chi voleva solo bene. Abbandonava la tastiera per accettare il dono con un buffo movimento di marionetta. </span></p>
<p style="background:white;line-height:150%;text-align:justify;margin:6pt 58.9pt 6pt 72pt;"><span style="font-size:10pt;color:#444444;line-height:150%;font-family:Arial;">Michele faceva parte di un mondo in decomposizione. Che scompariva lentamente senza che ce ne rendessimo conto. Dissolvenze e vite che non avrebbero più trovato la loro giusta dimensione nel futuro segnato dal progresso e dal benessere. Più tardi, molto tardi capimmo quanto importante fosse stata la sua presenza in quel microcosmo che oggi appartiene solo ai ricordi. Travolti da una febbre del fare, ci siamo persi nel labirinto dei nostri mille nuovi bisogni. La vita, però, è una. Va vissuta intensamente, godendo del sole e dell&#8217;ombra, della natura e del canto degli uccelli, di una libertà che il profitto non potrà mai dare. Lui, Michele, queste cose le aveva capite. Da un pezzo. Viveva del poco ma quel poco era molto e lo rendeva felice. Viveva di musica, di malinconia che, spesso il sabato, annegava nel vino. Per accogliere una settimana ancora, per esistere e mantenersi vivo. </span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:10pt;color:#444444;line-height:150%;font-family:Arial;">Morì? Nessuno veramente lo seppe. Lo piansero le ombre dei vicoli che non ballavano più al suono della sua fisarmonica. Lo piansero forse i vicini di una piccola casa che lui abitava in un&#8217;antica cava. La primavera ricoprì la sua terra con un tappeto di fiori sui quali ancora oggi danza l&#8217;angelo buono del ricordo, per un ultimo valzer. </span></p>
<p><span style="font-size:10pt;color:#444444;line-height:150%;font-family:Arial;"><strong><a href="http://unuomolibero.wordpress.com" target="_blank">Un Uomo Libero</a></strong></span></p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/unuomolibero.wordpress.com/132/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/unuomolibero.wordpress.com/132/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/unuomolibero.wordpress.com/132/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/unuomolibero.wordpress.com/132/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/unuomolibero.wordpress.com/132/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/unuomolibero.wordpress.com/132/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/unuomolibero.wordpress.com/132/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/unuomolibero.wordpress.com/132/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/unuomolibero.wordpress.com/132/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/unuomolibero.wordpress.com/132/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=unuomolibero.wordpress.com&blog=4562962&post=132&subd=unuomolibero&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://unuomolibero.wordpress.com/2009/02/26/eroi-senza-nome-michele/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="" medium="image">
			<media:title type="html">unuomolibero</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://img19.imageshack.us/img19/3449/michele1qu5.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">Michele</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>ANNA TOLENTINO: UNA VITA, UN DESTINO</title>
		<link>http://unuomolibero.wordpress.com/2008/12/22/anna-tolentino-una-vita-un-destino/</link>
		<comments>http://unuomolibero.wordpress.com/2008/12/22/anna-tolentino-una-vita-un-destino/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 22 Dec 2008 05:46:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>unuomolibero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Saggi]]></category>
		<category><![CDATA[agostino gemelli]]></category>
		<category><![CDATA[anna tolentino]]></category>
		<category><![CDATA[domus mariae]]></category>
		<category><![CDATA[giannino castiglioni]]></category>
		<category><![CDATA[giorgio la pira]]></category>
		<category><![CDATA[gioventù femminile]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Morgante]]></category>
		<category><![CDATA[Karol Woytila]]></category>
		<category><![CDATA[lilia bianchini]]></category>
		<category><![CDATA[policlinico gemelli]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Wyszynski]]></category>
		<category><![CDATA[università cattolica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://unuomolibero.wordpress.com/?p=110</guid>
		<description><![CDATA[Un giorno di maggio del 1992 una telefonata inaspettata mi raggiunse, sconvolgendo la mia vita. Lei, Anna Tolentino, era stata ricoverata al Policlinico Gemelli di Roma. Unica e importante parente prossima di mia madre, era stata da sempre per me madre premurosa, guida spirituale, riferimento sicuro. Partii nella notte per essere a Catania in tempo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=unuomolibero.wordpress.com&blog=4562962&post=110&subd=unuomolibero&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;"><a href="http://img211.imageshack.us/img211/3073/12hr5.jpg"><img class="alignleft" style="border:0 none;margin:0 10px 10px 0;" src="http://img211.imageshack.us/img211/3073/12hr5.jpg" border="0" alt="" width="307" height="285" align="cssLeft" /></a>Un giorno di maggio del 1992 una telefonata inaspettata mi raggiunse, sconvolgendo la mia vita. Lei, Anna Tolentino, era stata ricoverata al Policlinico Gemelli di Roma. Unica e importante parente prossima di mia madre, era stata da sempre per me madre premurosa, guida spirituale, riferimento sicuro. Partii nella notte per essere a Catania in tempo e volare con il primo aereo a Roma. Un treno e poi un taxi. Giunsi nella tarda mattinata a Pineta Sacchetti, dove si trova il policlinico Gemelli. Mi aspettava come sempre Lilia, la signorina Lilia Bianchini, la fedele e affettuosa segretaria che da qualche tempo, con dedizione filiale, si preoccupava della sua vita. Salii al decimo piano e lì la trovai. A letto, smunta ma ancora lucidissima e presente. Si meravigliò di vedermi. Credo che in quel momento capisse con certezza la gravità del suo male. Un cancro al pancreas in pochi mesi vinse il suo fisico di ferro e la restituì, dopo una lunga vita di preghiere e di opere, al suo Signore.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;text-align:justify;margin:6pt 0;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;">Anna Tolentino era nata a Carrara nel 1913 da Giuseppe Tolentino, originario di Scicli, impiegato presso la filiale del Credito Italiano di quella città. Anna mosse i primi passi sotto la vigile sorveglianza del padre di cui possedeva il carattere dolce e autoritario al tempo stesso, discreto e riservato. <a href="http://img381.imageshack.us/img381/4139/67842132pn1.jpg" target="_blank"><img class="alignright" style="border:0 none;margin:0 0 10px 10px;" src="http://img381.imageshack.us/img381/4139/67842132pn1.jpg" border="0" alt="" width="251" height="385" align="cssRight" /></a>Si diplomò ragioniera in un&#8217;epoca nella quale le donne difficilmente accedevano a studi superiori. Trovò un primo impiego in un&#8217;impresa di lavorazione marmi. Giovanissima, cominciò a lavorare nelle file della Gioventù Femminile (GF) di Azione Cattolica, divenendo, non ancora ventenne, presidente diocesana. Educata sin da piccola ai valori religiosi e morali dal padre, molto aveva contribuito nella sua formazione religiosa l&#8217;abituale presenza in famiglia del canonico don Ignazio Burgaletta, anch&#8217;egli di Scicli, amico d&#8217;infanzia di Giuseppe Tolentino e legato a lui da vincoli di profonda e fraterna amicizia. Don Ignazio Burgaletta, dottore in diritto canonico, a quei tempi ricopriva un incarico presso la Segreteria di Stato vaticana e insegnava al Collegio Massimo di Roma. Più volte Zia Anna me ne tratteggiò, in varie occasioni, la figura che nel suo affetto si confondeva con quella del padre. Ma l&#8217;incontro decisivo e importante della sua vita lo fece nel 1939. Armida Barelli, un&#8217;esponente della borghesia milanese, fondatrice con padre Agostino Gemelli dell&#8217;Università Cattolica del Sacro Cuore di cui divenne tesoriera, l&#8217;aveva conosciuta a Carrara in un convegno nazionale di presidenti diocesane della G.F. In un incontro ad Assisi, le chiese di diventare la sua segretaria a Milano. Fu quest&#8217;opportunità, disperatamente osteggiata dal padre in un carteggio epistolare nel quale il temperamento siciliano viene fuori con accenti quasi drammatici, a costruire un mito che durerà anche oltre la sua vita. Tenace come il padre nelle scelte, fu strumento inconsapevole dell&#8217;azione dello Spirito Santo in un tempo di grandi tensioni politiche, culturali e religiose che molto coinvolsero l&#8217;Europa e il mondo. Allo stesso modo di La Pira, che conosceva molto bene e di cui era fedele amica, seppe tessere quella rete di alleanze tra Chiesa e potere politico, tra mondo laico e mondo religioso.<span id="more-110"></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;text-align:justify;margin:6pt 0;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;">Due grandi siciliani &#8220;per&#8221; una Chiesa in costante rinnovamento, all&#8217;indomani di un conflitto mondiale che produsse ferite insanabili e divisioni terribili.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;text-align:justify;margin:6pt 0;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;">- Sai, &#8211; mi disse, a sorpresa, in una delle mie successive e frequenti visite al policlinico Gemelli, durante la sua breve degenza. &#8211; non ho mai voluto raccontare niente della mia vita, però in questi giorni di ospedale ho pensato che forse avrei dovuto dirti quello che domani, quando i miei occhi si chiuderanno alla luce, qualcuno ti dirà. <a href="http://img187.imageshack.us/img187/8906/22356358ai7.jpg"><img class="alignleft" style="border:0 none;margin:2px;" src="http://img187.imageshack.us/img187/8906/22356358ai7.jpg" border="0" alt="" hspace="2" vspace="2" width="210" height="148" align="cssLeft" /></a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;text-align:justify;margin:6pt 0;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;">-La guardai stupito. Sapevo della sua personale modestia e riservatezza. Mai ero stato curioso del suo lavoro, delle sue attività. Anche quando, per necessità, doveva parlarmene. Iniziò così una lunga confessione nella quale la storia degli ultimi pontificati e la storia dell&#8217;Italia del dopoguerra si erano talmente intrecciate alle vicende personali da diventarne quasi un tutt&#8217;uno.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;text-align:justify;margin:6pt 0;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;">-Il bombardamento di Milano del 16 agosto del 1943 colpì la sede dell&#8217;Università Cattolica, in via Necchi. Soprattutto rese inagibile il collegio &#8220;Marianum&#8221;(creatura della signorina Barelli e &#8220;casa&#8221; della GF, attiguo ai locali dell&#8217;Università) e parte dei magazzini della G.F. dove si custodivano anche<span> </span>moltissimi testi dell&#8217;Editrice Vita e Pensiero. Ricordo il viso affranto della Sorella Maggiore &#8211; così chiamavano Armida Barelli le socie della G.F. &#8211; e il dolore di tutte noi. In un silenzio imbarazzante e doloroso, la mia voce ebbe il coraggio di dare un segno di speranza. &#8220;Vedrà, io aiuterò a ricostruirlo, il Signore m&#8217;indicherà la strada giusta&#8230;&#8221; <img class="alignright" style="border:0 none;margin:2px;" src="http://img156.imageshack.us/img156/9828/81060835zg1.jpg" border="0" alt="" hspace="2" vspace="2" width="233" height="174" align="cssRight" />La Barelli accennò un triste sorriso. Appena si stabilizzò la situazione in città, mi diedi subito da fare. Ricordai che il Credito Italiano era l&#8217;Istituto presso il quale aveva lavorato mio padre. Mi presentai, in qualità di figlia di un dipendente, alla sede di Milano e chiesi un&#8217;udienza al direttore generale. Stranamente non dovetti attendere molto. Un commesso m&#8217;introdusse subito, con sorpresa di molti, nel suo studio. Un signore anziano mi aspettava. Mi ricevette con molta gentilezza. Io esposi i fatti, chiedendo un aiuto per la ricostruzione del Collegio. Quando finii, il signore rimase in silenzio. Pensavo che avrebbe respinto la mia richiesta. &#8220;Non ti ricordi di me, mia piccola Anna?&#8221; Esordì con le lacrime agli occhi. Ebbi un attimo di confusione. &#8220;Quante volte ti ho preso fra le mie braccia quando, bambina, quel galantuomo di tuo padre ti portava nella filiale di Carrara di cui ero, allora, giovane direttore!&#8221; Si alzò, mi venne incontro e mi abbracciò come usava sempre fare un tempo. Ricordai tutto.</span><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;"><a href="http://img81.imageshack.us/img81/1889/45922830az2.jpg"><img class="alignleft" style="border:0 none;margin:2px;" src="http://img81.imageshack.us/img81/1889/45922830az2.jpg" border="0" alt="" hspace="2" vspace="2" width="233" height="303" align="cssLeft" /></a></span><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;"> Era l&#8217;amato direttore di mio padre. Ottenni la sovvenzione. Il Collegio riaprì nel 1945.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;text-align:justify;margin:6pt 0;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;">Lavorammo molto, eravamo tante, per la &#8220;GF&#8221; in quegli anni, sai? Si era così sviluppata da oltrepassare il milione d&#8217;iscritte. Io ne divenni la tesoriera. Andavo continuamente da Milano a Roma per lavoro, sotto i bombardamenti. Finita la guerra, trasferimmo il Consiglio Nazionale della Gioventù Femminile a Roma. </span><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;">Era il 1946. Avevamo trovato un locale in Via Cavalleggeri, vicino a San Pietro e un pied à terre in via del Corso. L&#8217;Opera della Regalità (era anche questa un&#8217;associazione fondata dalla Barelli e da padre Gemelli tra il 1927 e il 1929 per l&#8217;educazione liturgica del popolo) si era intanto moltiplicata. Già dal 1928 era nata una collaborazione importante con l&#8217;editrice Vita e Pensiero fondata nel 1914. Nell&#8217;estate del &#8216;52, sul lago di Garda, in occasione della riunione annuale, il Consiglio Nazionale della G.F. ebbe l&#8217;idea di voler realizzare una grande casa di accoglienza a Roma. Una casa in cui riconoscersi e incontrarsi. Per potervi ospitare tutte le giovani e curare la loro formazione religiosa e civile. </span><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;">A molti sembrò un progetto faraonico, irrealizzabile! Ebbi grandi perplessità perché come tesoriera nazionale mi sarei dovuta occupare della realizzazione del progetto. Mi diedi da fare confidando totalmente nel cuore di Gesù e di Maria. Insieme ad Alda Miceli, Presidente Nazionale in quegli anni della Gioventù Femminile, individuai una villa in semi abbandono alla periferia della città. &#8220;Villa Carpegna&#8221;, per l&#8217;appunto. Possedeva un parco smisurato e non era molto distante dal Vaticano. Bisognava trovare, però, i capitali e convincere i proprietari a cederla. Ti risparmio i dettagli, spesso dolorosi, tristi. Anch&#8217;io non saprei spiegare ora come riuscii in quell&#8217;impresa. I proprietari dapprima non volevano saperne, poi, improvvisamente mi contattarono e mi offrirono una parte del parco. In diciotto mesi, districandomi tra preventivi e ditte appaltanti, a volte passando intere notti facendo calcoli, riuscii a cambiare il volto della città eterna, dandole una struttura che é stata più volte luogo dove la Storia ha scritto pagine importanti. </span><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;"><a href="http://img152.imageshack.us/img152/1010/69866105ke8.jpg" target="_blank"><img class="alignright" style="border:0 none;margin:2px;" src="http://img152.imageshack.us/img152/1010/69866105ke8.jpg" border="0" alt="" hspace="2" vspace="2" width="221" height="286" align="cssRight" /></a></span><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;">Il giorno dell&#8217;Immacolata del 1954 la &#8220;Domus Mariae&#8221; venne inaugurata. Nella posa della prima pietra avevamo murato un documento contenente non solo i nomi di tutti i santuari mariani d&#8217;Italia ma anche tanti piccoli quantitativi di terra che da ognuno di essi ci giunse. Il santuario mariano, quindi, per eccellenza. La statua dell&#8217;Immacolata che domina dall&#8217;altare principale la splendida cappella la volli di marmo di Carrara. Lo scelsi personalmente, privo di qualsiasi impurità. Fu scolpita dal famoso scultore Giannino Castiglioni di Milano. Un&#8217;inaugurazione triste però perché, nel frattempo, il 15 agosto del 1952, festa dell&#8217;Assunta, la Sorella Maggiore era ritornata alla casa del suo &#8220;Re ed Amico&#8221;. Pensavo che, con la sua morte, la mia attività si sarebbe spesa tutta per la Domus Mariae. E invece no. Ci fu un&#8217;altra chiamata del Signore. </span><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;">Un giorno, esponenti del mondo cattolico, mi contattarono da Milano chiedendo ancora la mia disponibilità a lavorare per l&#8217;Università Cattolica. Il 15 luglio del 1959 si era spento padre Agostino Gemelli senza aver potuto realizzare l&#8217;ultimo e più importante sogno della sua vita: una facoltà di medicina a Roma con annesso policlinico. Mi chiesero se avrei potuto dare il mio contributo nell&#8217;organizzazione del settore amministrativo. Mi sentii piccola, inadatta, confusa. Dopo un sofferto esame di coscienza, accettai. Mi affiancarono al chiarissimo professor Attilio Romanini, primario di radiologia e poi primo direttore sanitario del policlinico Gemelli. Visitammo insieme i più importanti ospedali italiani e stranieri. </span><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;"><a href="http://img257.imageshack.us/img257/4543/92692582wq2.jpg"><img class="alignleft" style="border:0 none;margin:2px;" src="http://img257.imageshack.us/img257/4543/92692582wq2.jpg" border="0" alt="" hspace="2" vspace="2" width="210" height="320" align="cssLeft" /></a></span><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;">Tu eri ancora molto piccolo. L&#8217;Università Cattolica aveva ricevuto dalla Santa Sede un&#8217;area in via pineta Sacchetti, già sede di una Congregazione religiosa femminile, per far sorgere un policlinico universitario con annessa facoltà di medicina. <span> </span>Il 5 novembre del 1961 fu aperta la facoltà di medicina. Il policlinico era ancora in costruzione. Fu inaugurato nel maggio del 1964 ed io ne divenni il primo dirigente amministrativo. In brevissimo tempo, entrambi diventarono due poli di eccellenza fra i più prestigiosi del mondo. Questi nuovi impegni mi misero in contatto con altre realtà più importanti. Vivevamo la grande stagione del Concilio Vaticano II. Nel 1962 dovetti ripiegare sulla Polonia. </span><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;">Ti spiego. Si sapeva della Chiesa del silenzio, della grande sofferenza dei cattolici nei paesi comunisti. Dei cattolici lituani in particolare. Volli tentare un viaggio a Vilnius. Si era sviluppato un importante lavoro d&#8217;intelligence in seno alla Chiesa lituana. Le notizie filtravano in un modo rocambolesco, nonostante l&#8217;impenetrabile cortina di ferro. Per quanto mi sforzassi, non ci fu verso di ottenere il visto per quella destinazione. Andai così a visitare la Chiesa polacca. Vi rimasi circa due mesi. Cercai d&#8217;imparare un po’ anche la lingua. E alla fine ci riuscii. Mi resi conto della grande povertà di quel popolo ma anche del suo coraggio e della sua intelligenza. Conobbi più da vicino il Cardinale Primate Stefano Wyszynski, il suo &#8220;delfino&#8221; <span> </span>Cardinale Karol Woytila, vescovo di Cracovia, S.E. mons. Dabrowski, segretario della Conferenza Episcopale Polacca, </span><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;">dei quali tante volte ti ho parlato. </span><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;">Il cardinale Wi, come amavo confidenzialmente chiamarlo, mi propose di aiutare giovani polacchi: sacerdoti, suore, studenti e studentesse, lavoratori perché potessero venire a Roma in cerca di una libertà che nel loro paese non esisteva. </span><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;"><a href="http://img72.imageshack.us/img72/6953/99286298iu8.jpg"><img class="aligncenter" style="border:0 none;margin-top:4px;margin-bottom:4px;display:block;text-align:center;" src="http://img72.imageshack.us/img72/6953/99286298iu8.jpg" border="0" alt="" hspace="4" vspace="4" width="488" height="312" align="cssCenter" /></a></span><span style="font-size:xx-small;">Anna Tolentino mostra e spiega al Card. Wyszynski, Primate di Polonia,  il plastico del policlinico Gemelli. Accanto al prelato un giovanissimo ing. Giuseppe Morgante di Grotte (Ag), tesoriere dell&#8217;Università Cattolica del Sacro Cuore, già primo direttore della Facoltà di agraria dell&#8217;Universitá Cattolica del Sacro Cuore istituita a Piacenza<!--more--></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;text-align:justify;margin:6pt 0;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;">Per fare tutto questo, nel &#8216;70 lasciai il policlinico e mi adoperai per la causa polacca. Il grandissimo affetto che mi legava al Cardinale Primate e al Cardinale Karol Woytila fu la grande molla che mi animò in anni difficili. L&#8217;assistenza dello Spirito Santo mi aiutò sicuramente in questo delicato compito. Fu un autentico fiume. Centinaia e centinaia di giovani vennero a Roma in occasione dell&#8217;Anno Santo del 1975. Ritornavano in Polonia, a permanenza romana conclusa, ricchi dei loro studi e dell&#8217;esperienza marcata da incontri e da relazioni importanti. </span><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;"><a href="http://img78.imageshack.us/img78/1121/24433421wj0.jpg"><img class="alignright" style="border:0 none;margin:2px;" src="http://img78.imageshack.us/img78/1121/24433421wj0.jpg" border="0" alt="" hspace="2" vspace="2" width="174" height="242" align="cssRight" /></a></span><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;">Da Roma partirono innumerevoli TIR per la Polonia carichi di ogni ben di Dio. Riuscii a organizzare una rete di amici, intellettuali e non, favorendo contatti e scambi tra la cultura polacca e quella cattolica italiana. Giovanni XXIII stesso, di venerata memoria, e poi il successore Paolo VI, anche lui di </span><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;">venerata memoria, mi affidarono incarichi speciali e aiuti. Il Concilio aveva abbattuto molte frontiere nella Chiesa moderna. </span><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;">La Chiesa &#8220;del silenzio&#8221;, espressione invisa al cardinale Wi che voleva fosse chiamata Chiesa &#8220;della testimonianza&#8221;, erodeva lentamente le basi del comunismo fino al suo inevitabile collasso. Spesso mi negarono il visto. Questo tu lo sai. Mi accompagnava a volte il carissimo dottor Giancarlo Brasca, direttore amministrativo dell&#8217;Università Cattolica del Sacro Cuore. </span><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;">Fu nella prima di quelle sue visite che conobbe il Cardinale Karol Woytila, il futuro amato e venerato papa Giovanni Paolo II, divenendo suo caro amico. Coinvolsi in quest&#8217;opera anche il prof.Giuseppe Lazzati, magnifico rettore, in quei tempi, dell&#8217;Università Cattolica. Ne scaturì il gemellaggio tra la Cattolica di Milano e di Roma e l&#8217;Ateneo del Sacro Cuore di Lublino. L&#8217;elezione a pontefice del cardinale Karol, avvenuta il 16 ottobre del 1978, é stata la giusta ricompensa data dal Signore a questa lunga e immane fatica. L&#8217;elezione rinfrancò le forze del sindacato Solidarnosc, già stanche e deluse da almeno dieci anni di lotte infruttuose. Jaruzelskj nel &#8216;90 abbandonò definitivamente il governo del paese. Molto sangue, tante tribolazioni nella lunga e lenta marcia verso la libertà. Alla fine il pensiero trionfò sulla forza degli oppressori. -<a href="http://img156.imageshack.us/img156/9614/8amt6.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter" style="border:0 none;display:block;text-align:center;margin:2px;" src="http://img156.imageshack.us/img156/9614/8amt6.jpg" border="0" alt="" hspace="2" vspace="2" width="680" height="742" align="cssCenter" /></a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;text-align:justify;margin:6pt 0;"><span style="font-size:xx-small;">Biglietto autografo di ringraziamento inviato a Anna Tolentino e alla signorina Bianchini, sua segretaria, il 4.11.1978 da S.S. Giovanni Paolo II ad appena<span> </span>diciannove giorni dalla sua elezione a pontefice avvenuta il 16.10.1978</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;text-align:justify;margin:6pt 0;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;">Dalla voce quasi impercettibile capii che il suo tempo era compiuto. Le presi la mano fra le mie. Mi guardò con riconoscenza.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;text-align:justify;margin:6pt 0;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;">-Non dovevi. &#8211; Mi rimproverò con affetto.- Non dovevi lasciare la mamma per me&#8230;lei ha più bisogno.-</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;text-align:justify;margin:6pt 0;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;">-Sai, &#8211; le risposi. &#8211; è stata lei a spingermi. Sei stata sempre il suo più grande pensiero.-</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;text-align:justify;margin:6pt 0;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;"><a href="http://img367.imageshack.us/img367/1914/29928708wl1.jpg"><img style="float:left;margin:0 10px 10px 0;" src="http://img367.imageshack.us/img367/1914/29928708wl1.jpg" border="0" alt="Mons. Bogumil Lewandoski, portavoce dell'episcopato polacco a Roma, Anna Tolentino, S.S. Giovanni Paolo II, la signorina Lilia Bianchini, segretaria di Anna Tolentino, Mons. Dziwisz, segretario del papa Giovanni Paolo II" hspace="4" vspace="4" width="320" align="cssLeft" /></a>-Però, sono contenta che tu stia qui. &#8211; Continuò. -Del resto le cose che ti ho raccontato appartengono alla Storia mentre la mia povera vita appartiene a voi. Solo a voi che siete stati la mia famiglia. Perdonami se vi ho trascurato troppo. Papà morì senza che io potessi sentire le sue ultime parole. Ero a Milano. Milano era troppo lontana perché potessi raggiungerlo in tempo, prima che il suo cuore si fermasse. E&#8217; questo il mio unico rimorso.-</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;text-align:justify;margin:6pt 0;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;">Squillò il telefono. Era Lui, il Santo Padre. Alla vigilia di un viaggio importante, la chiamava per salutarla.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;text-align:justify;margin:6pt 0;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;">-Pani Anna&#8230;- la sua voce era stranamente incerta, sicuramente commossa.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;text-align:justify;margin:6pt 0;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;">Era l&#8217;addio di un uomo che era stato tanto importante per la sua vita. S&#8217;illuminò nel volto pallido di una luce celestiale.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;text-align:justify;margin:6pt 0;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;">-Vedi,- mi disse, dopo che Lui riattaccò.- ora posso morire in pace. Non speravo di sentirlo. E&#8217; sempre tanto occupato&#8230;le Sue parole saranno un viatico importante per il mio transito.- Fece una lunga pausa. Riprese con un filo di voce. <span> </span>-Non devi piangere. &#8211; Mi ammonì, guardando le mie lacrime.- Durante la degenza, a causa dell&#8217;attentato, il Santo Padre faceva Lui coraggio a noi che lo assistevamo&#8230;la morte non é poi così terribile, sappilo!-</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;text-align:justify;margin:6pt 0;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;">Qualche altro giorno trascorse ancora in un&#8217;agonia lenta, senza emettere un lamento. Sul divano di quella stanza le ore non passavano mai. La notte, a turno, mi facevano compagnia le allieve della &#8220;Scuola per infermieri professionali A. Barelli&#8221;, Istituzione che lei aveva sapientemente seguito e di cui era ancora Presidente del Consiglio d&#8217;Amministrazione. Il pomeriggio del 3 giugno i suoi occhi si velarono per sempre. Recitammo preghiere. Eravamo tutte là le persone che lei aveva amato. Le suore polacche a nome del Papa, la carissima Lilia, sua inseparabile segretaria per trentotto lunghi anni, io che ero la sua famiglia siciliana, il ricordo del padre. Si spense lentamente ascoltando le parole dei salmi.<a href="http://img211.imageshack.us/img211/3073/12hr5.jpg" target="_blank"><img style="display:block;text-align:center;margin:0 auto 10px;" src="http://img211.imageshack.us/img211/3073/12hr5.jpg" border="0" alt="" hspace="2" vspace="2" width="488" align="cssCenter" /></a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;text-align:justify;margin:6pt 0;"><span lang="IT"><span style="font-family:Times New Roman;">S.S. Giovanni Paolo II e Anna Tolentino, in occasione di una visita effettuata dal pontefice a un monastero romano di suore benedettine</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;text-align:justify;margin:6pt 0;">
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;text-align:justify;margin:6pt 0;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;">- Sono nata a Carrara. &#8211; Mi aveva confidato uno degli ultimi giorni, quando già si sentiva prossima alla fine.- Ma dentro sono stata sempre siciliana e sciclitana come mio padre. Ho amato da lontano quella piccola città persa in mezzo al Mediterraneo, di fronte all&#8217;Africa, dove da bambina vi trascorrevo le vacanze. Ricordo tutto. La casa della nonna, la casa di campagna, la spiaggia di Donnalucata, le rovine del duomo che papà mi faceva visitare, costringendomi a una faticosa salita. In Sicilia la morte ha un senso, un significato diverso da come usa a Roma, lo so. Nessuno muore solo. C&#8217;è sempre qualcuno della famiglia ad assisterlo ed io ti sono grata per essere rimasto qui, vicino&#8230;-</span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;text-align:justify;margin:6pt 0;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;"><span> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;text-align:justify;margin:6pt 0;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;">Con Anna Tolentino scomparve una testimone autentica del Vangelo: Marta e Maria messe insieme. Una donna che, come Armida Barelli, suo grande e costante modello di riferimento, seppe spendere la sua vita per un Amore, scommise su di Esso e alla fine vinse. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;text-align:justify;margin:6pt 0;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;text-align:justify;margin:6pt 0;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;">Ho voluto scrivere i miei ricordi perché il tempo restituisca intatta la sua memoria a quanti, come me, la conobbero, vissero della sua fede e della sua parola, in silenzio la amarono.<span> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;text-align:justify;margin:6pt 0;">
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;text-align:justify;margin:6pt 0;">Un Uomo Libero</p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;text-align:justify;margin:6pt 0;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span lang="IT"><span style="font-family:Times New Roman;">Si ringraziano gli eredi Tolentino per la gentile concessione in esclusiva di foto e documenti facenti parte dell&#8217;archivio di famiglia.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 0;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 0;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;"><span> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 0;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Arial;"><span> </span><span> </span><span> </span><span> </span><span> </span><span> </span><span> </span></span></p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/unuomolibero.wordpress.com/110/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/unuomolibero.wordpress.com/110/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/unuomolibero.wordpress.com/110/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/unuomolibero.wordpress.com/110/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/unuomolibero.wordpress.com/110/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/unuomolibero.wordpress.com/110/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/unuomolibero.wordpress.com/110/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/unuomolibero.wordpress.com/110/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/unuomolibero.wordpress.com/110/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/unuomolibero.wordpress.com/110/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=unuomolibero.wordpress.com&blog=4562962&post=110&subd=unuomolibero&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://unuomolibero.wordpress.com/2008/12/22/anna-tolentino-una-vita-un-destino/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
	
		<media:content url="" medium="image">
			<media:title type="html">unuomolibero</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://img211.imageshack.us/img211/3073/12hr5.jpg" medium="image" />

		<media:content url="http://img381.imageshack.us/img381/4139/67842132pn1.jpg" medium="image" />

		<media:content url="http://img187.imageshack.us/img187/8906/22356358ai7.jpg" medium="image" />

		<media:content url="http://img156.imageshack.us/img156/9828/81060835zg1.jpg" medium="image" />

		<media:content url="http://img81.imageshack.us/img81/1889/45922830az2.jpg" medium="image" />

		<media:content url="http://img152.imageshack.us/img152/1010/69866105ke8.jpg" medium="image" />

		<media:content url="http://img257.imageshack.us/img257/4543/92692582wq2.jpg" medium="image" />

		<media:content url="http://img72.imageshack.us/img72/6953/99286298iu8.jpg" medium="image" />

		<media:content url="http://img78.imageshack.us/img78/1121/24433421wj0.jpg" medium="image" />

		<media:content url="http://img156.imageshack.us/img156/9614/8amt6.jpg" medium="image" />

		<media:content url="http://img367.imageshack.us/img367/1914/29928708wl1.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">Mons. Bogumil Lewandoski, portavoce dell'episcopato polacco a Roma, Anna Tolentino, S.S. Giovanni Paolo II, la signorina Lilia Bianchini, segretaria di Anna Tolentino, Mons. Dziwisz, segretario del papa Giovanni Paolo II</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://img211.imageshack.us/img211/3073/12hr5.jpg" medium="image" />
	</item>
		<item>
		<title>Non muore chi non é mai nato: Pasolini e il suo tempo</title>
		<link>http://unuomolibero.wordpress.com/2008/11/04/non-muore-chi-non-e-mai-nato-pasolini/</link>
		<comments>http://unuomolibero.wordpress.com/2008/11/04/non-muore-chi-non-e-mai-nato-pasolini/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 04 Nov 2008 09:39:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>unuomolibero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri e Parole]]></category>
		<category><![CDATA[pasolini]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://unuomolibero.wordpress.com/?p=98</guid>
		<description><![CDATA[  
A volte, spesso, mi capita di ricredermi su un autore o su una parte della sua opera. Accadde molto tempo fa con il mio poeta preferito, Federico Garcia Lorca. Accadde con un filosofo, Ortega y Gasset. Più che a comprenderlo -quest&#8217;ultimo- non riuscivo ad accettarlo. Accadde con Pasolini. Di Federico Garcia Lorca non capivo Poeta [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=unuomolibero.wordpress.com&blog=4562962&post=98&subd=unuomolibero&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>  <div class="wp-caption alignleft" style="width: 261px"><img title="Pasolini" src="http://2006.poff.ee/sleepwalkers/upload/1/pasolini%5B1%5D.jpg" alt="Pasolini" width="251" height="310" /><p class="wp-caption-text">Pasolini</p></div></p>
<p style="text-align:justify;">A volte, spesso, mi capita di ricredermi su un autore o su una parte della sua opera. Accadde molto tempo fa con il mio poeta preferito, Federico Garcia Lorca. Accadde con un filosofo, Ortega y Gasset. Più che a comprenderlo -quest&#8217;ultimo- non riuscivo ad accettarlo. Accadde con Pasolini. Di Federico Garcia Lorca non capivo Poeta en Nueva York. Una poetica strana, uno stile diverso, assolutamente nuovo per Federico. Incominciai a ricredermi quando studiai da vicino questo testo fino a definirlo, concordando con una grossa parte della critica, una delle opere lorchiane più importanti. Tanto fu importante che, nel cinquantenario della pubblicazione di tutti i componimenti sparsi lasciati dal poeta per essere raccolti sotto questo titolo, la &#8220;fondazione F.G.Lorca&#8221; <span> </span>pubblicò un volume che voleva essere soprattutto un &#8220;canone&#8221;. Conteneva le copie fedeli degli originali. Pubblicazione andata a ruba perché a tiratura limitatissima. Fortunatamente ne riuscii a possedere una copia. La stessa cosa mi successe con Ortega y Gasset. Fu un grande filosofo spagnolo, improvvisamente venuto a mancare a luglio di quest&#8217;anno, mio carissimo e fraterno amico a tratteggiarne un profilo onesto, a spingermi sul filo del suo ragionamento logico e straordinariamente moderno. Pasolini lo detestavo, da giovane. I suoi film li reputavo insulsi e quasi volgari. Le prime pellicole mi erano di difficile comprensione. Negli anni mi sono avvicinato, soprattutto dopo la sua morte, a questo autore e l&#8217;ho scoperto estremamente interessante e vivo. Al di là delle smancerie di una certa critica intellettualoide e cialtrona, ho avuto modo di indagare con spirito più sereno e distaccato la sua anima. Un personaggio scomodo. Anche e soprattutto per il suo partito. In un&#8217;epoca nella quale il dogmatismo era &#8220;Verbum Domini&#8221;. Lacerato da un conflitto permanente tra religiosità e pragmatismo, combattutto tra due grandi forze sotterranee: una visione mistica della vita e un&#8217;altra materiale, fatta di aberrazioni, di vizi, di follie. Più che <span> </span>realismo il suo fu cinismo, crudezza a volte. Indagò, come un medico che incide la piaga, i fenomeni sociali dell&#8217;epoca. Ne mise a nudo le vergogne in un&#8217;Italia confessionale e bigotta che credeva di risolvere col silenzio le profonde contraddizioni che la affliggevano. Coraggiosamente, battendosi contro chi astutamente chinava il capo e il ginocchio davanti ai mostri sacri del potere: Stato e Chiesa. Lui, uomo fragile ma grande Davide armato della fionda della parola. Omosessuale dichiarato in un mondo ipocrita di bacchettoni. La sua poesia fu una poesia sociale ma anche a volte profonda, concettuale, intima. Il suo mondo fu quello dei poveri. Improvvisato, arcaico, autentico e vero. Il &#8220;Vangelo&#8221;, additato come pellicola scandalo, oggi é riconosciuto dalla stessa Chiesa, che una volta ne sollecitava il rogo, come la più importante opera cinematografica su Gesù. Un mistico moderno per l&#8217;appunto. Anche il nuovo modo di usare la macchina da presa, rivoluzionario, controcorrente, lo consacrerà come uno dei Padri del cinema italiano. Rossellini<span>  </span>fu il produttore di diverse pellicole e Bernardo Bertolucci mosse con lui i primi passi nella qualità di suo assistente. Ne ereditò l&#8217;arte del racconto, il coraggio di sfidare la società prevenuta e formale, l&#8217;ingenuo stupore di chi é sfiorato dalla bellezza e vinto. Del popolo amava dire che &#8220;la loro speranza é nel non avere speranza&#8221;. Aveva ragione. Profeta inascoltato, predisse lo sfascio dei tempi moderni pur ricordando che la vita é una ruota che gira e &#8220;non muore chi non é mai nato&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/unuomolibero.wordpress.com/98/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/unuomolibero.wordpress.com/98/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/unuomolibero.wordpress.com/98/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/unuomolibero.wordpress.com/98/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/unuomolibero.wordpress.com/98/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/unuomolibero.wordpress.com/98/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/unuomolibero.wordpress.com/98/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/unuomolibero.wordpress.com/98/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/unuomolibero.wordpress.com/98/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/unuomolibero.wordpress.com/98/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=unuomolibero.wordpress.com&blog=4562962&post=98&subd=unuomolibero&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://unuomolibero.wordpress.com/2008/11/04/non-muore-chi-non-e-mai-nato-pasolini/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="" medium="image">
			<media:title type="html">unuomolibero</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://2006.poff.ee/sleepwalkers/upload/1/pasolini%5B1%5D.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">Pasolini</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>UN PALCO AL REAL</title>
		<link>http://unuomolibero.wordpress.com/2008/11/01/un-palco-al-real/</link>
		<comments>http://unuomolibero.wordpress.com/2008/11/01/un-palco-al-real/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 01 Nov 2008 21:31:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>unuomolibero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti]]></category>
		<category><![CDATA[abbandono]]></category>
		<category><![CDATA[filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Madrid]]></category>
		<category><![CDATA[malattia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://unuomolibero.wordpress.com/2008/11/01/un-palco-al-real/</guid>
		<description><![CDATA[UN PALCO AL REAL 

“C&#8217;è un tempo per amare e per essere amato; per odiare e per essere odiato; per vivere e per morire”. Un uomo senza nome, simbolo di un&#8217;umanità frustrata, dolente, si perde in un amore strano, ineluttabile, per due donne che sono facce speculari e contrapposte di un&#8217;unica femminile, fatale realtà. I [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=unuomolibero.wordpress.com&blog=4562962&post=96&subd=unuomolibero&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p class="MsoNormal" style="text-align:center;line-height:150%;margin:6pt 31.9pt 6pt 36pt;" align="center"><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:14pt;">UN PALCO AL REAL </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 31.9pt 6pt 36pt;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 58.9pt 6pt 72pt;"><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;">“<em>C&#8217;è un tempo per amare e per essere amato; per odiare e per essere odiato; per vivere e per morire</em>”. Un uomo senza nome, simbolo di un&#8217;umanità frustrata, dolente, si perde in un amore strano, ineluttabile, per due donne che sono facce speculari e contrapposte di un&#8217;unica femminile, fatale realtà. I personaggi si muovono nella splendida cornice di una Madrid storica di cui il Teatro Real da sempre é stato icona vera ed unica proiezione decadente e malinconica. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 58.9pt 6pt 72pt;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 31.9pt 6pt 36pt;"><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;">Avevo trovato un &#8220;<em>palco de entresuelo</em>&#8220;, l&#8217;ultimo, il più caro perché a lato del palco reale. Per questo, pensai, era rimasto. Davano &#8220;La forza del destino&#8221; di Giuseppe Verdi al Real. La ragazza al botteghino mi avvisò che lo avrei condiviso con altri sette. Accettai. Per Rigoletto si era registrato con molto anticipo il tutto esaurito e non mi era stato possibile ascoltarlo. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 31.9pt 6pt 36pt;"><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;">-E&#8217; fortunato, lei, sa?- Mi disse, mentre verificava la mia carta di credito, l&#8217;impiegata. &#8211; Mezz&#8217;ora prima era venuto un altro signore e cercava proprio un posto in un palco. Ma non ho potuto darglielo perché ancora non risultava disdetto. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 31.9pt 6pt 36pt;"><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;">Io presi il biglietto e, ringraziando velocemente, uscii. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 31.9pt 6pt 36pt;"><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;">-Si ricordi che lo spettacolo comincia puntualmente alle sei perché la domenica lo anticipano. E&#8217; prudente che venga una mezz&#8217;ora prima. Non si accettano ritardatari.- Mi gridò lei, al di là del vetro che la separava<span> </span>dal pubblico. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 31.9pt 6pt 36pt;"><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;"><img style="display:inline;margin:15px;" src="http://www.madrilenosenelexterior.org/pemigrante/images/Madrid_ayer_hoy/fotos_nuevas/680x520/Teatro-Real-Interior.jpg" alt="" width="208" height="159" align="left" /> Non potevo non assistere alla rappresentazione de &#8220;La forza del destino&#8221; al Real. Verdi stesso nel 1863 era stato presente al debutto in anteprima mondiale di quell&#8217;opera. Era arrivato a Madrid nei primi del mese di gennaio per dirigere personalmente le prove. Si era sistemato in un palazzo al lato del teatro, in piazza di oriente, ospite della pensione di Nobile Cataldi dove abitualmente alloggiavano tutti gli artisti e i cantanti. Fu un trionfo incredibile. Tre mesi dopo sarebbe stata presentata a San Pietroburgo in prima mondiale. Uno spazio sacro, carico di memorie, dall&#8217;esistenza tormentata e incerta, il Real. Volentieri, quando riuscivo a trovare un biglietto, vi facevo ritorno. Abitavo nelle immediate vicinanze e dalla mia veranda potevo scorgere la sagoma del teatro. Mi dava conforto la notte, prima di coricarmi, fissarla per pochi attimi. Immaginavo gli interni, i palchi e la platea splendidamente illuminati. La musica e il bel canto mi tenevano<span> </span>compagnia soprattutto nelle lunghe e fredde notti d&#8217;inverno. Ponevo un cd e il buio mi restituiva intatti, attraverso la fantasia, le atmosfere e i sogni del suo palcoscenico. Mi preparai come si conviene per una serata all&#8217;opera. Guardai l&#8217;orologio. Era già l&#8217;ora. Mi avviai lentamente a piedi con la gioia nel cuore di chi va a visitare un vecchio amico. Lo scalone del teatro mi aprì le sue splendide gradinate a ventaglio e i commessi m&#8217;indirizzarono al posto che avevo riservato. Lentamente il teatro cominciò a riempirsi fino a quando un segnale, tra un brusio di voci e di strumenti, avvisò che lo spettacolo stava per iniziare. Accanto a me, proprio a ridosso del separé, una poltrona vuota e il desiderio che lo sarebbe rimasta sempre. Non fu così. Mentre già le luci appassivano, un signore inciampò col suo corpo nel mio ed io mi resi conto di avere un altro vicino a fianco. Fra il primo e il secondo atto non volli andare nel foyer. Mi dava fastidio tutta quella gente che ostentava un&#8217;eleganza e una supponenza tipiche di tutti gli appuntamenti operistici. Dal mio posto osservavo lo splendido scenario del teatro e ne godevo i luccichii e gli ori. Il mio vicino non si mosse. Inchiodato alla sua poltroncina, fissava anche lui ma con uno sguardo spento il telone. Gli lanciai un&#8217;occhiata veloce. Non aveva sessant&#8217;anni e li portava bene anche se il viso mi parve, alla luce del teatro, scavato da profonde rughe. Non vestiva elegantissimo ma dignitosamente. Le sue mani ebbero un fremito mentre sentì i miei occhi addosso. Abbozzò un mezzo sorriso, incrociandoli. </span></p>
<p><span id="more-96"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 31.9pt 6pt 36pt;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 31.9pt 6pt 36pt;"><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;">-Un anno fa era seduta qui in questo stesso palco, al posto dove ora siede lei.- Disse lentamente, quasi sillabando. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 31.9pt 6pt 36pt;"><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;">-Chi?- Domandai con voce distratta dal brusio della platea. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 31.9pt 6pt 36pt;"><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;">-Lei.- </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 31.9pt 6pt 36pt;"><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;">-Lei, chi?- Ripetei con maggiore interesse. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 31.9pt 6pt 36pt;"><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;">-La mia donna.- Rispose l&#8217;uomo con un affanno evidente nella voce. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 31.9pt 6pt 36pt;"><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;">-Ah!- Commentai, avaro di parole. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 31.9pt 6pt 36pt;"><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;">Un silenzio imbarazzante calò sulle nostre vite. L&#8217;uomo mi guardò con insistenza come se si aspettasse una domanda che io non mi decidevo a fargli. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 31.9pt 6pt 36pt;"><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;">-Sicuramente si starà chiedendo il motivo per il quale ora non è con noi&#8230;- Riprese con coraggio. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 31.9pt 6pt 36pt;"><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;">Non riuscivo a sottrarmi al giuoco con cui stuzzicava la mia curiosità perché potesse narrarmi la sua vicenda personale. Cercai di apparire abbastanza disinteressato. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 31.9pt 6pt 36pt;"><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;">-Esattamente un anno fa in questo palco si scrisse l&#8217;ultima pagina della nostra storia. Dolorosa, inaspettata. triste.- </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 31.9pt 6pt 36pt;"><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;">Questo non me l&#8217;aspettavo. I suoi occhi mi puntarono ora avidi come se avessero avuto bisogno dei miei per continuare a raccontare, a vivere. Non potei fare a meno di corrispondere alle sue aspettative. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 31.9pt 6pt 36pt;"><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;">-E come mai?- Lo interrogai. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 31.9pt 6pt 36pt;"><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;">- Davano Butterfly di Puccini e lei aveva tanto insistito perché la portassi. Una donna bella. Era più vecchia di me di qualche anno. Nessuno lo notava. Ci eravamo conosciuti in un&#8217;occasione simile, nel foyer di questo teatro, durante un intervallo. Io affezionato melomane, lei grande concertista di piano. Fu subito amore a prima vista. Sfidai gli anatemi della mia famiglia per sposarla. Non era spagnola. Però parlava la mia lingua correttamente come correttamente parlava l&#8217;italiano, il francese, il russo e la sua, ovviamente, il polacco. Lavoravo come funzionario in un ministero qui, a Madrid, sebbene fossi originario di Badajoz. Un posto lontano, perduto nella campagna estremeña, a due passi dal Portogallo, dove le tradizioni e gli affetti resistono tuttora molto presenti e vivi, rinchiusi in un autoritarismo patriarcale che non ammette fughe, che non accetta deroghe. Lei era dolce, sensibile, intelligente. Cercò con tutti i mezzi di conquistare l&#8217;affetto dei miei familiari. Non lo ebbe mai perché mai la accettarono e la capirono. Comprammo una villetta nella periferia nord di Madrid e là trascorremmo giorni felici. Arrotondava il mio stipendio con le sue richiestissime lezioni di piano. Sentire la sua musica mi procurava un&#8217;ebbrezza inesprimibile che m&#8217;imprigionava in un perenne incantesimo. Passarono gli anni dell&#8217;innamoramento. Presto, prestissimo.- </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 31.9pt 6pt 36pt;"><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;">-Non avete avuto figli?- Lo interruppi. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 31.9pt 6pt 36pt;"><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;">-No. Non ne aveva voluti. Aveva avuto un&#8217;infanzia difficile. Ripetutamente ci scontrammo sull&#8217;argomento ma lei era irremovibile. Fu uno dei motivi della nostra crisi. Non mi bastava la casa inondata di musica. Avrei voluto due, tre, quattro bambini che avessero giocato nel giardino, che avessero gridato per le stanze, che magari mi avessero fatto talvolta spazientire. Niente! Quel silenzio infranto solo ed esclusivamente dal suono del suo pianoforte mi ossessionava più del dovuto e il mio cuore, per ciò, cominciò a diventare intollerante, inquieto. I nostri rapporti divennero sempre più formali fino a quando ci dimenticammo l&#8217;uno dell&#8217;altra. Lei comunque non cessò mai di amarmi. In effetti fui io che la lasciai.- </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 31.9pt 6pt 36pt;"><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;">-Vi siete dunque separati?- Domandai con impaccio nella voce. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 31.9pt 6pt 36pt;"><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;">-No. Non l&#8217;avrebbe permesso. Vivemmo la nostra vita sotto lo stesso tetto senza chiederci se il giorno o la notte potessero regalarci un momento d&#8217;intimità. Senza neppure cercarlo, dimenticammo quanto un tempo l&#8217;amore ci avesse fortemente motivati e sospinti. M&#8217;innamorai di un&#8217;altra. <img style="display:inline;margin:15px 15px 15px 20px;" src="http://data2.blog.de/media/806/1143806_38b394cc09_m.jpg" alt="" width="227" height="179" align="left" /> Una ragazza, una collega molto giovane d&#8217;età, trasferita al mio ufficio per aiutarmi in un periodo d&#8217;intenso lavoro. Una donna completamente diversa da lei. Non amava la musica. Non la capiva. Concreta e razionale, cercava nella relazione con me l&#8217;uomo importante con il quale costruire una carriera. Il sesso per lei era semplicemente un giuoco. Divertente e spensierato. Attenta a non confonderlo con i sentimenti veri. Libera e disinibita, non soffriva sensi di colpa. Prediligeva uomini maturi ai tanti giovani che le ronzavano intorno. Per un bisogno intimo di certezze. Per un&#8217;antica, psicanalitica ricerca del padre, forse. Ci trovavamo nel suo minuscolo studio di periferia. Dopo l&#8217;orario di lavoro. Lì passavamo intere ore a letto senza chiederci nulla, senza preoccuparci di nulla, senza che mia moglie mi domandasse, al rincasare, il motivo dei miei sempre più frequenti e lunghi ritardi.- </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 31.9pt 6pt 36pt;"><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;">-Un’amante. Una storia come tante fra mille. Non vedo che cosa possa esserci di così straordinario per raccontarla. Chi non ne ha avute nella sua vita? E se qualcuno non l&#8217;avesse avuta realmente quante volte avrà fantasticato di inventarsene una.- Spiegai per minimizzare il suo complesso di colpa. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 31.9pt 6pt 36pt;"><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;">Il segnale che annunciava l&#8217;inizio del secondo atto mise fine al suo racconto. Il palchetto si ripopolò con gli altri spettatori mentre le luci lentamente si abbassavano e il sipario si apriva sulla scena. Approfittando del buio, lo studiai nell&#8217;ombra come fa un detective con il suo indiziato e non mi capacitavo dell&#8217;opportunità di quello sfogo. Non riuscivo a intravedere l&#8217;epilogo di quella storia. Mentre il soprano attaccava la celebre preghiera del secondo atto &#8220;La vergine degli Angeli&#8221;, mi accorsi che non aveva saputo trattenere le lacrime e mi commossi anch&#8217;io non solo per la musica sublime ma anche, soprattutto, per la tristezza di quel pianto malinconico. Il secondo atto si concluse con un&#8217;ovazione di applausi come già era successo al termine della preghiera. Molte chiamate. Finalmente le luci e l&#8217;intervallo. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 31.9pt 6pt 36pt;"><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;">-Non vuole fare due passi nel foyer?- Lo invitai mentre io mi alzavo dalla mia poltrona. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 31.9pt 6pt 36pt;"><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;">Lui si alzò e mi seguì. Passeggiammo per gli splendidi saloni senza parlare. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 31.9pt 6pt 36pt;"><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;">-Posso invitarla a una coppa di champagne?- Proposi per rompere un silenzio ghiacciato, imbarazzante. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 31.9pt 6pt 36pt;"><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;">-Oh, grazie, lei é veramente una persona gentile.- Accettò. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 31.9pt 6pt 36pt;"><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;">Ci avviammo al buffet allestito in un angolo del corridoio. Qualche stuzzichino e un ottimo &#8220;cava&#8221; fecero da cornice all&#8217;altra parte della storia. Vedevo che era ansioso di raccontarla. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 31.9pt 6pt 36pt;"><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;">- E poi come andò a finire quella cosa?- Chiesi con aria volutamente discreta. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 31.9pt 6pt 36pt;"><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;">-Una lettera anonima, seguita da tante altre, informò dettagliatamente mia moglie della relazione. Mai però sospettai che lei fosse al corrente di tutto. Un giorno la mia amante esitava nel fare l&#8217;amore. Era strana. La sentii fredda alle mie carezze e, come per un senso di ripulsa, si rivestì in fretta evitando i miei occhi, supplicandomi di non cercarla. Un cambio definitivo e improvviso. Inspiegabile e inaspettato. Domandai le ragioni di quella brusca decisione ma lei, impacciatissima, non sapeva rispondere. Farfugliò poche parole senza senso, come se fosse fuori di sé. Dichiarò con freddezza di non amarmi più. Che non poteva più fare l&#8217;amore. Provai a capire se avesse un altro uomo, se si fosse innamorata di altri. Non rispose. Mi rivestii e ritornai a casa. Il giorno dopo in ufficio non la trovai. Seppi poi che aveva chiesto il trasferimento ad altro reparto e l&#8217;aveva ottenuto.- </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 31.9pt 6pt 36pt;"><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;">-Perché lo fece?- M&#8217;interrogai, quasi soprappensiero, trascinato dall&#8217;emozione del racconto. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 31.9pt 6pt 36pt;"><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;">- Fu la domanda che mi torturò a lungo. Non sapevo darmi pace. &#8211; </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 31.9pt 6pt 36pt;"><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;">- E non cercò qualche altra volta di parlarle con più calma e chiarire?- </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 31.9pt 6pt 36pt;"><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;">-No. -Rispose.- Ovvero tentai infinite volte di rintracciarla col telefono al suo nuovo posto di lavoro ma lei puntualmente si faceva negare. Una volta provai ad aspettarla sotto casa sua. Appena mi vide si allontanò in fretta. Scoprii in seguito che, dopo quel fatto, cambiò anche di abitazione scegliendo un&#8217;altra zona della città. &#8211; </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 31.9pt 6pt 36pt;"><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;">-Strano!- Commentai.- Scomparsa nel nulla come se mai fosse esistita.- </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 31.9pt 6pt 36pt;"><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;">-Appunto!- Confermò l&#8217;uomo. -Mi rassegnai alla mia solitudine.- </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 31.9pt 6pt 36pt;"><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;">-Però lei mi raccontò all&#8217;inizio che qui, in questo teatro, qualcosa un anno fa avvenne&#8230;- </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 31.9pt 6pt 36pt;"><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;">-Sì. E&#8217; così. -Continuò. &#8211; Il rapporto con mia moglie, dopo quell&#8217;avventura, migliorò. Lei diventò terribilmente dolce come quando l&#8217;avevo conosciuta. Ritornammo a frequentare il teatro. Anche la nostra vita intima di coppia visse nuovi momenti teneri che prima erano stati inesistenti o rari. Proprio un anno fa come stasera -le dicevo-, davano Butterfly di Puccini. Lei volle che io la accompagnassi. Amava quell&#8217;opera e ne ammirava il suo autore. Un uomo affascinantissimo che aveva fatto soffrire molto le donne. Che molto le aveva amate. Che molto bene aveva scandagliato e posto in musica le profondità di quelle sofferenze. Mister Pinkerton ero io per lei, vecchia e appassita Butterfly. La vidi commuoversi quando Butterfly scorge all&#8217;orizzonte la nave che le restituisce il suo uomo, quando lo scopre con una donna diversa e, per quest&#8217;amore tradito, preferisce morire. Al termine della recita, non volle aspettare, com&#8217;era suo antico costume, che si finissero le chiamate e gli applausi. Mi chiese di ritornare a casa. Mi sembrò strana, eccessivamente frastornata, straordinariamente triste. Di proposito finsi di non accorgermene. Pensavo, tra me e me, che l&#8217;interpretazione notevole della cantante e la musica eseguita alla perfezione la avessero esageratamente commossa. Chiamai un taxi. Vi salimmo. Dopo qualche minuto le presi la mano e non la sentii viva fra le mie. La guardai negli occhi e il suo sguardo era spento. Provai a scuoterla ma non rispose a nessuna delle mie sollecitazioni.<span> </span>Con voce concitata pregai il tassista di portarci al più vicino ospedale. Lì la visitarono. Nella notte stessa fecero un gran numero di accertamenti. La diagnosi fu inattesa e crudele. Un tumore al cervello, all&#8217;ultimo stadio, le lasciava solo qualche giorno di vita. &#8211; </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 31.9pt 6pt 36pt;"><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;">- Che tristezza!- Esclamai sorpreso. &#8211; E&#8217; possibile che lei non avesse mai avuto disturbi o problemi tali da insospettirla e convincerla a fare dei seri controlli? Un tumore al cervello non arriva di punto in bianco. Qualcosa ci sarà stata prima che tutto finisse così. &#8211; </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 31.9pt 6pt 36pt;"><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;">-Sì. Lei aveva fatto non solo dei controlli ma si era spinta molto più oltre. Si era scientificamente e minuziosamente documentata. Sapeva che da un momento all&#8217;altro questo sarebbe accaduto. Semplicemente lo tacque.- </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 31.9pt 6pt 36pt;"><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;">- E lei da chi ha appreso queste notizie, allora?- Lo incalzai con molta curiosità. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 31.9pt 6pt 36pt;"><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;">- Fu l&#8217;altra, dopo la sua morte, a raccontarmelo. Per dare una spiegazione e un senso alla sua fuga. &#8211; </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 31.9pt 6pt 36pt;"><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;">-Che strana storia!- Sbottai. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 31.9pt 6pt 36pt;"><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;">-Quando lei, la mia donna, aveva saputo da tutti gli accertamenti e le analisi eseguiti di avere quel gravissimo male, chiamò al telefono l&#8217;altra, la mia amante, e la supplicò di concederle un incontro. La mia amante temeva uno scontro, una scenata di gelosia e per questo si negò sempre. Ma una volta, l&#8217;ultima, dietro le sue pressanti insistenze, accettò. S&#8217;incontrarono in uno storico bar della vecchia Madrid a ridosso di questo teatro. Si appartarono in un angolo e lei, la mia donna, la trattò con molta amabilità e rispetto. La disarmò con la forza della sua tenerezza e del suo amore. Le mostrò gli esami clinici, la diagnosi infausta. Le confidò, come solo sanno fare le donne tra loro, che la sua vita era fatta proprio di attimi, appesa a un filo; che lei era vissuta per il mio amore e non aveva senso che qualcuno -lei, la ragazza, per esempio- per pochi giorni ancora glielo portasse via. Aveva tanto tempo davanti a sé per goderlo. <span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;"><img style="display:inline;margin:15px 15px 10px 20px;" src="http://files.splinder.com/125aa3fa343cceba96088d8a0293bfc6.jpeg" alt="" width="231" height="253" align="right" /></span>Quando non ci sarebbe stata più, la sua relazione con me poteva anche essere legalizzata. Solo se lo avessimo voluto. Però, in quel momento, no, non era giusto. Consapevole di non poter risuscitare l&#8217;antica passione, troppo fiera per accettare la mia pietà, lei aveva bisogno ormai solo del mio affetto. Libero da qualsiasi ipoteca, scevro di ogni sospetto. Si accontentava di quello. E per lei, che non aveva avuto niente dalla vita, esso era l&#8217;unico bene. &#8211; </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 31.9pt 6pt 36pt;"><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;">Il solito trillo annunciò l&#8217;inizio del terzo atto che lo avrebbero dato, con un brevissimo intervallo, insieme al quarto. Ritornammo in fretta al nostro palco. Le luci si spensero lentamente, la forza del destino riprese a influenzare le vicende degli uomini. Quando l&#8217;opera terminò, mi alzai tra le ovazioni per andare via. L&#8217;uomo si alzò con me e mi seguì. Uscimmo in piazza di oriente. Una splendida luna illuminava di una luce metallica la chiara mole del palazzo reale. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 31.9pt 6pt 36pt;"><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;">-Che cosa fa, ora?- M&#8217;informai. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 31.9pt 6pt 36pt;"><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;">-Che cosa vuole che faccia?-Rispose alzando le spalle. -Non voglio tornare in una casa dove lei non c&#8217;é più. Ho vagato per tutto un anno tra pensioni e alberghetti di periferia. Credo che questa vita non potrà durare a lungo.- </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 31.9pt 6pt 36pt;"><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;">- E l&#8217;ufficio al ministero?- Azzardai. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 31.9pt 6pt 36pt;"><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;">-Oh! L&#8217;ufficio! Dopo la sua morte mi sono licenziato. Non riuscivo più a lavorare. Per oltre un mese rimasi al suo capezzale, senza lasciarla sola neanche un secondo. L&#8217;avevo ricoverata in una residenza per anziani perché fosse accudita meglio. Si ridusse uno scheletro, un mucchietto di ossa. Le parlavo a lungo nella speranza che mi potesse sentire. Che potesse perdonare. Che potesse, con un gesto, confermare il mio desiderio e consolare la mia disperazione. Ma la sua mano nelle mie mai ebbe un fremito. Se ne andò in un triste giorno d&#8217;autunno. Senza potermi regalare un ultimo sorriso, senza che potessi ascoltare, un&#8217;ultima volta, il suono melodioso della sua voce. Le sue dita divennero scarne, la sua musica tacque. Ora che non c&#8217;è più non riesco a vivere senza di lei. Ecco il mio orribile, disperante paradosso!- </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 31.9pt 6pt 36pt;"><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;">-E l&#8217;altra?- Mormorai a mezza voce. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 31.9pt 6pt 36pt;"><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;">-C&#8217;é un tempo per ogni cosa, gentile amico. &#8211; Mi rispose. &#8211; Oggi non saprei rivivere quella storia. C&#8217;è un tempo per amare e per essere amato; per odiare e per essere odiato; per vivere e per morire.- </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 31.9pt 6pt 36pt;"><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;">-Che cosa ha in mente dunque?- Lo incalzai preoccupato. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 31.9pt 6pt 36pt;"><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;">-Ad ogni risveglio mi chiedo perché sia ancora <span> </span>vivo. Non so se domani lo farò. Sento che devo ricongiungermi a lei. Solo così potrò ritrovarmi.- </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 31.9pt 6pt 36pt;"><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;">-Dove andrà stanotte a dormire? Venga. A casa mia ho un letto per gli ospiti. Se lo accetta, sono ben lieto di offrirglielo. &#8211; Lo scongiurai. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 31.9pt 6pt 36pt;"><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;">-Madrid ama la notte. Fino all&#8217;alba vagherò da un locale all&#8217;altro. Ho le mie povere cose in un hostal di Legazpi. Non so se andrò a raccoglierle.- </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 31.9pt 6pt 36pt;"><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;">Mi allungò la sua mano per salutarmi. Ero confuso. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 31.9pt 6pt 36pt;"><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;">-Grazie. &#8211; Sussurrò.- Di tutto. Avevo bisogno di raccontare questa storia perché non morisse con me. &#8211; </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 31.9pt 6pt 36pt;"><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;">-Le do il mio numero di telefono o il mio indirizzo di posta elettronica. Così potrà rintracciarmi quando vorrà e se vorrà.- Balbettai. Cercavo parole che mi mancavano. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 31.9pt 6pt 36pt;"><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;">-Domani sarò lontano, dove la posta elettronica non funziona però i messaggi arrivano con la velocità della luce. Grazie ancora, comunque.- </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 31.9pt 6pt 36pt;"><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;">L&#8217;entrata della stazione della metropolitana di Opera era lì davanti a noi come la bocca dell&#8217;Ade. L&#8217;uomo mi strinse forte la mano, si calcò il cappello in testa, mi fece un sorriso buono. Smarritosi nel labirinto di uno strano amore, lentamente andava incontro al suo destino scendendo per i gradini che conducevano ai treni. <span> </span><span> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 31.9pt 6pt 36pt;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 31.9pt 6pt 36pt;"><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;">Un Uomo Libero<span> </span><span> </span> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 31.9pt 6pt 36pt;"><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;"><span> </span><span> </span> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 31.9pt 6pt 36pt;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;line-height:150%;margin:6pt 31.9pt 6pt 36pt;" align="center">
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;margin:6pt 31.9pt 6pt 36pt;">
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/unuomolibero.wordpress.com/96/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/unuomolibero.wordpress.com/96/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/unuomolibero.wordpress.com/96/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/unuomolibero.wordpress.com/96/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/unuomolibero.wordpress.com/96/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/unuomolibero.wordpress.com/96/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/unuomolibero.wordpress.com/96/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/unuomolibero.wordpress.com/96/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/unuomolibero.wordpress.com/96/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/unuomolibero.wordpress.com/96/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=unuomolibero.wordpress.com&blog=4562962&post=96&subd=unuomolibero&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://unuomolibero.wordpress.com/2008/11/01/un-palco-al-real/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="" medium="image">
			<media:title type="html">unuomolibero</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://www.madrilenosenelexterior.org/pemigrante/images/Madrid_ayer_hoy/fotos_nuevas/680x520/Teatro-Real-Interior.jpg" medium="image" />

		<media:content url="http://data2.blog.de/media/806/1143806_38b394cc09_m.jpg" medium="image" />

		<media:content url="http://files.splinder.com/125aa3fa343cceba96088d8a0293bfc6.jpeg" medium="image" />
	</item>
		<item>
		<title>LE STREGHE DI SCICLI</title>
		<link>http://unuomolibero.wordpress.com/2008/10/28/le-streghe-di-scicli/</link>
		<comments>http://unuomolibero.wordpress.com/2008/10/28/le-streghe-di-scicli/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 28 Oct 2008 20:15:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>unuomolibero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Saggi]]></category>
		<category><![CDATA[archivio nazionale madrid]]></category>
		<category><![CDATA[contea di modica]]></category>
		<category><![CDATA[inquisizione]]></category>
		<category><![CDATA[Madrid]]></category>
		<category><![CDATA[melita leonardi]]></category>
		<category><![CDATA[palermo]]></category>
		<category><![CDATA[Scicli]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://unuomolibero.wordpress.com/2008/10/28/le-streghe-di-scicli/</guid>
		<description><![CDATA[LE STREGHE DI SCICLI
 
 
Cuando los hombres no oyen el grito de la razón,
todo se vuelve visiones.
[texto explicativo de "los caprichos" de Goya]
 
Lavoravo a una tesi sull&#8217;Inquisizione spagnola e, cercando testi di riferimento via Internet, un giorno m&#8217;imbattei in un lavoro pubblicato dalla professoressa Melita Leonardi: Inquisizione e &#8220;superstición&#8221; nella Contea di Modica tra il XVI [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=unuomolibero.wordpress.com&blog=4562962&post=92&subd=unuomolibero&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p class="MsoNormal" style="text-align:center;line-height:150%;margin:6pt 40.9pt 6pt 45pt;" align="center"><strong><span><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">LE STREGHE DI SCICLI</span></span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 40.9pt 6pt 45pt;"><span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 40.9pt 6pt 45pt;"><span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 40.8pt 6pt 45.1pt;"><span style="font-family:&quot;" lang="ES"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">Cuando los hombres no oyen el grito de la razón,<br />
todo se vuelve visiones.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:150%;margin:6pt 40.8pt 6pt 45.1pt;"><span lang="ES"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">[texto explicativo de "los caprichos" de Goya]</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 40.9pt 6pt 45pt;"><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;" lang="ES"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 40.9pt 6pt 45pt;"><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;"><img style="float:left;margin:0 10px 10px 0;" src="http://www.bethelux.it/images/gostanza.jpg" border="0" alt="" hspace="2" vspace="2" width="210" height="144" />Lavoravo a una tesi sull&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Inquisizione" target="_blank">Inquisizione</a> spagnola e, cercando testi di riferimento via Internet, un giorno m&#8217;imbattei in un lavoro pubblicato dalla professoressa Melita Leonardi: Inquisizione e &#8220;superstición&#8221; nella Contea di Modica tra il XVI e il XVII secolo. Confesso la verità. Quando lo lessi, rimasi di stucco. Per la sua completezza, per il rigore scientifico, per la ricchezza della bibliografia consultata. Non mi sento quindi in grado di aggiungere altro. Bazzicando però l&#8217;Archivio Nazionale di Madrid, un giorno non seppi resistere alla tentazione di chiedere in visione i processi di Scicli, puntualmente citati nel lavoro della Leonardi. Li ebbi tra le mani e richiesi le loro fotocopie. Pensai poi che, non essendo stati decifrati e tradotti nella tesi della professoressa ma solo indicati sommariamente, avrei potuto farlo io per fornire un&#8217;ulteriore chiave di lettura della mia città nei secoli XVI e XVII. I processi a carico di cittadini sciclitani erano tre. Due riguardavano donne (Pina </span><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;">La Scifa</span><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;"> 1596- Vincenza Lentini 1652 circa) e uno fu istruito a carico di un religioso, frate Arcangelo, databile nell&#8217;anno 1635. Di quest&#8217;ultimo processo non ho voluto intenzionalmente occuparmi. Anche perché nella storia della contea non fu l&#8217;unico religioso a incappare nelle maglie dell&#8217;Inquisizione. Anzi. A quei tempi per religiosi e uomini di chiesa era molto più facile cadervi. M&#8217;incuriosirono invece gli altri due. Celebrati a distanza di quasi cinquant&#8217;anni l&#8217;uno dall&#8217;altro, esaminandoli, venne fuori uno spaccato sociale molto complesso e dinamico. Vivace come quello attuale. Oserei definirlo alquanto moderno. <img style="float:right;margin:0 0 10px 10px;" src="http://www.lealidiermes.net/images/la%20strega%20e%20il%20diavolo.jpg" border="0" alt="" hspace="4" vspace="4" width="210" height="514" />Fatto di donne coraggiose, considerate streghe. Che già in quegli anni osavano nutrire il dubbio della fede. Che sapevano navigare in un mare di ciarlatani e di buontemponi con la scaltrezza tutta femminile di chi ne sa veramente una più del diavolo. Le autorità civili, mosse sempre dallo stesso interesse, si sono, poi, sostituite e rinnovate nel tempo. Le passioni sotterranee hanno continuato a scavare con solchi carsici il cuore degli uomini. In ognuno dei personaggi coinvolti in queste due vicende c&#8217;é la ricerca di un bene o di una felicità che alla fine non potevano mai essere raggiunte. Emerge in lontananza il debole profilo di una Chiesa, preoccupata solo di raccogliere indizi e prove. Avara di risposte convincenti in grado di estinguere la grande fame di soprannaturale che albergava nelle coscienze dell&#8217;epoca.<span id="more-92"></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 40.9pt 6pt 45pt;"><strong><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;">Ma qual era il contesto storico-culturale della città e dell&#8217;isola nei secoli XVI e XVII?</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 40.9pt 6pt 45pt;"><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;">Nel 1537 era stato chiuso dall&#8217;inquisitore don Giovanni Li Donni di Noto il processo canonico &#8220;sub delegatum&#8221; con la solenne<span>  </span>proclamazione nel Duomo di san Matteo della santità del beato Guglielmo Cuffitella. Un vecchio eremita irregolare, vissuto nella seconda metà del secolo XIV e morto il 4 aprile </span><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;">1404 in</span><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;"> una grotta alla periferia dell&#8217;abitato. Narrano le cronache che il Magistrato municipale aveva affidato, tempo prima, una cospicua somma a un faccendiere perché si adoperasse a Roma per l&#8217;accoglienza benevola di tale causa. Una città ricca, opulenta, dunque. <img style="float:left;margin:0 10px 10px 0;" src="http://www.admaioramedia.it/public/Foto/inquisizione.jpg" border="0" alt="" hspace="2" vspace="2" width="260" height="304" />Che voleva a tutti i costi affermare la propria primazia sui vari centri della contea, vantando una protezione spirituale che gli altri non riuscivano a procurarsi. Nel 1477 Isabella di Castiglia, per domare rivolte nella città di Siviglia fomentate dai nobili, dai giudaizzanti e dai mori convertiti al cristianesimo dall&#8217;Islam, aveva chiesto e ottenuto da Sisto IV di istituire in Spagna e in tutti i loro regni il tribunale dell&#8217;Inquisizione. L&#8217;inquisizione fu estesa alla Sicilia nel 1487. Diventò pienamente operativa solo dopo il 1500. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 40.9pt 6pt 45pt;"><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;">Nel 1492 i re cattolici avevano espulso dai loro domini gli ebrei che vi dimoravano, confiscandone i beni. Molti, chiamati poi conversos o volgarmente marrani in Spagna, si erano convertiti per allontanare lo spettro della diaspora. Gli ultimi ebrei di Scicli con il rabbino partirono il giorno di santa Lucia di quell&#8217;anno dal porto di Pozzallo dopo aver svenduto le poche cose e le pertinenze delle sinagoghe ancora non confiscate. Anche da noi come avvenne in Spagna quelli che rimasero si convertirono al cristianesimo. In effetti si trasformarono in cripto-giudei perché mantenevano in segreto la loro fede e le loro costumanze. L&#8217;Inquisizione siciliana, più che alle streghe, si dedicò soprattutto all&#8217;individuazione di tali soggetti e alla loro persecuzione. Ritenuti un pericolo dalla Chiesa e dalla Corona. Dal 1545 fino al 1563 </span><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;">la Chiesa</span><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;"> universale s&#8217;interrogava sulle verità rivelate e sulle eresie della Riforma luterana in concilio a Trento. Il vento della Controriforma spirò forte seminando odio e morte in un&#8217;Europa già tanto provata dalle guerre. Dopo un severo esame da parte dell&#8217;Inquisizione, tra il 1491 e il 1540 fu approvata </span><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;">la Compagnia</span><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;"> di Gesù che avrà come scopo principale in un primo tempo la strenua difesa della fede. I gesuiti comparvero a Modica nel 1631 con la fondazione di una casa voluta dallo stesso Conte e da cittadini nobili della città. Nel 1648 Giuseppe Micciché, coadiuvato da Girolamo Riera fondò la casa di Scicli istituendo erede universale di tutti i suoi averi la Compagnia. Nel 1567 moriva a Palermo Pietro Di Lorenzo Busacca. Nel suo testamento aveva destinato le sue incalcolabili e misteriose fortune all&#8217;eventuale riscatto di parenti presi prigionieri e ridotti in schiavitù dai pirati che infestavano le coste dei nostri mari; alla fondazione di legati di maritaggio; al culto della Madonna della pietà di cui era fervente devoto.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 40.9pt 6pt 45pt;"><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;"><img style="float:left;margin:0 10px 10px 0;" src="http://www.guidasicilia.it/foto/news/cultura/inquisizione_streghe_N.jpg" border="0" alt="" hspace="2" vspace="4" />Nella seconda metà del XVI secolo e per tutto il XVII secolo le pesti si manifestarono con cadenza quasi ciclica accompagnate da altre calamità naturali quali un&#8217;invasione di cavallette e terremoti. Il più devastante fu quello del 1693 per il quale la città si ridusse un cumulo di macerie. Queste sciagure aumentavano l&#8217;incertezza del vivere e producevano negli animi un forte e disorientato senso di paura e di pentimento da una parte, dall&#8217;altra di ribellione e d&#8217;incomprensione del divino e del trascendente con ricorso a pratiche magiche sostitutive, a figure diverse dalle religiose che placassero con rituali e scongiuri le potenze avverse, demoniache. In questo clima si muove l&#8217;Inquisizione.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 40.9pt 6pt 45pt;"><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;">A Scicli operava un commissario, coadiuvato da un capitano di<span>  </span>giustizia e da forensi. In città erano periodicamente affissi bandi, mandati dal Tribunale, perché nessuno si macchiasse di eresia o apostasia. Quasi ogni due anni il commissario, in duomo, raccoglieva le denunce, che potevano anche essere anonime, con le quali erano segnalati delitti contro la fede. Venivano in prima istanza esaminate da lui e successivamente, se le reputava valide, inoltrate a Palermo. Gli inquisitori le riesaminavano e ordinavano l&#8217;escussione dei testi. Conclusa questa fase il reo era arrestato, a volte a sorpresa, e tradotto nelle carceri palermitane in attesa del vero giudizio. I suoi beni confiscati. Per conoscere la verità era sottoposto, in mancanza di una confessione spontanea, a tortura. La sentenza era letta in un autodafé pubblico e l&#8217;abiura del reo poteva essere &#8220;de levi&#8221; per <span> </span>colpe meno gravi o de vehementi se l&#8217;imputato era stato condannato per apostasia o stregoneria grave. Con l&#8217;ultimo giudizio perdeva lo stato civile, doveva indossare un sambenito e, se recidivo, era abbandonato al braccio secolare per essere bruciato vivo. Gli autodafé si celebravano a Palermo davanti alla Cattedrale o nel Piano della Marina o nel Piano di Sant&#8217;Erasmo. Non accadeva spesso ma poteva succedere che un inquisitore venisse personalmente a visitare la città come fece nel dicembre del </span><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;">1588 l</span><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;">&#8216;inquisitore Lopez de Varóna (cit. Contea di Modica tra il XVI e il XVII sec., Melita Leonardi). <!--more--></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 40.9pt 6pt 45pt;"><strong><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;">I due processi testimoniano queste prassi e questi tempi drammaticamente.</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 40.9pt 6pt 45pt;"><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;">Le due donne furono, di fatto, giudicate per accuse prive di fondamento. Denunciate da concittadini che di sicuro non le amavano. Le loro vite spezzate, come spesso anche oggi succede, per motivi futili o addirittura inesistenti. Vittime della cultura del sospetto e dell&#8217;ignoranza, fomentata da un clero realmente superstizioso e indolente, con pervicacia rifiutarono di confessare crimini che mai avevano commesso. <img style="float:left;margin:0 10px 10px 0;" src="http://www.guidasicilia.it/foto/news/arte/goya_inquisizione_N.jpg" border="0" alt="" hspace="2" vspace="2" width="260" height="159" />La loro lucida visione della vita non riuscì a salvarle anzi contribuì a perderle. Inermi davanti a una macchina infernale soccomberono, vere martiri di un pensiero nuovo che si faceva facile beffa della dabbenaggine di un popolo sciocco, che avrebbe illuminato in meno di un secolo l&#8217;intero vecchio continente e il nuovo mondo. L&#8217;inquisizione spagnola, in realtà, permeata del pensiero di Erasmo da Rotterdam, mai si abbandonò agli abusi che conobbe l&#8217;altra Inquisizione nel resto dell&#8217;Europa.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 40.9pt 6pt 45pt;"><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;">Il Tribunale fu abolito con decreto del 16 marzo 1782 e l&#8217;archivio palermitano bruciato il 27 giugno 1783. Si salvò solo la documentazione inviata a Madrid. Questa che io ho consultato. Per un&#8217;ironia della sorte o una vendetta della storia, dalle lacrime rassegnate della loro disgrazia, ci è arrivato intatto &#8211; ed io l&#8217;ho raccolto- il grido di queste due povere donne. A Loro soprattutto e a tutte le streghe di oggi e di ieri; a mia nonna e a mia madre, &#8220;streghe guaritrici&#8221; per natura ma non per vocazione, dedico questo mio lavoro. Perché la loro memoria non possa essere dimenticata. Perché il loro spirito riposi in pace. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 40.9pt 6pt 45pt;"><em><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;">Scritto in Madrid il 18 ottobre 2008</span></em><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;">.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 40.9pt 6pt 45pt;"><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;">Un Uomo Libero</span></p>
<p><!--more--></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 40.9pt 6pt 45pt;"> </p>
<div style="border-bottom:medium none;border-left:medium none;margin-left:45pt;border-top:windowtext 1pt solid;margin-right:40.9pt;border-right:medium none;padding:1pt 0 0;">
<p class="MsoNormal" style="border-bottom:medium none;text-align:justify;border-left:medium none;line-height:150%;border-top:medium none;border-right:medium none;margin:6pt 0;padding:0;"><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;"> </span></p>
</div>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 40.9pt 6pt 45pt;"><strong><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;">TRASCRIZIONE(1)<span>  </span>E TRADUZIONE DEI PROCESSI</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 40.9pt 6pt 45pt;"><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 40.9pt 6pt 45pt;"><span style="line-height:150%;font-size:10pt;" lang="ES"><span style="font-family:Times New Roman;">Palermo</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 40.9pt 6pt 45pt;"><span style="line-height:150%;font-size:10pt;" lang="ES"><span style="font-family:Times New Roman;">relaciones de causas de fee</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 40.9pt 6pt 45pt;"><span style="line-height:150%;font-size:10pt;" lang="ES"><span style="font-family:Times New Roman;">desde el año de 1547</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 40.9pt 6pt 45pt;"><span style="line-height:150%;font-size:10pt;" lang="ES"><span style="font-family:Times New Roman;">hasta el de 1596</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 40.9pt 6pt 45pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="line-height:150%;font-size:10pt;" lang="ES">libro </span><span style="line-height:150%;font-size:10pt;" lang="ES">898 A</span><span style="line-height:150%;font-size:10pt;" lang="ES">.H.M. Inquisición f. 295 p.8</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 40.9pt 6pt 45pt;"><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;" lang="ES"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 40.9pt 6pt 45pt;"><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;" lang="ES"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 40.9pt 6pt 45pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="line-height:150%;font-size:10pt;" lang="ES">Pina </span><span style="line-height:150%;font-size:10pt;" lang="ES">la Xifa</span><span style="line-height:150%;font-size:10pt;" lang="ES">, personam suspectam de levi sed gravissime puniendam. Biuda de edad de 41 años, natural de Xicle<span>        </span>Fue testificada con treinta testigos, diez hombres y veinte mujeres, de que habia (hecho) diversas hechizerias y acudian a ella por la fama de hechizera a pedirle remedio, para decir otras necesidades, con diez de ellos de que tomaba agua bendita de tres pillas diferentes y agua de mar, candelas benditas y dezia ciertas palabras entre dientes que no se le entendian y mas vezes mandava echar aquella agua al humbral de la puerta de la persona que queria deshechizar y otras la habia labar<span>  </span>con dicha agua, con uno de que juntamente con haver hecho (g) mescla de agua y candelas ordeno a cierta persona que tocase una campana de iglesia, sueltas las manos atras, sin que fuese visto de alguno y no hablase palabra y que tambien viesse una missa estando sobre el pie derechoy el izquierdolevantado y dentro la voca un papel plateado, con quatro de que para el mismo effexto de deshechizar pedia camisas, otros cofres de los enfermos y tomava ciertas mesuras de ellos, con cinco de que hazia hallar cosas perdidas, con quatro de que vieron en poder suio una figura como de diablo hecho de cera con clavos y cañas hincadas en ella, con dos de haverse alavado que con dicha figura havia hecho morir a una mujer, con dos de haverse alavado que con cierta mandava los demonios, con dos de que no solo conocia quien estava hechizado pero aun la persona que le havia hechizado. Con esta informacion parte tomada por el ordinario (2) y parte por el comissario del Santo Offizio (3) de aquella tierra de Xicle fue presa y traidas a las carcelas secretas, en suis confessionis estuvo negativa hasta la publicacion de los actos y entonces declaro solo haver hecho algunas oraciones inusitadas malcompuestas y dui para todas con candelas benditas para hazer hallar cosas perdidas a algunas personas que acudian a ella por tal officio, confesso tambien haver dicho legitimas oraciones con tres candelas benditas decen encendidas sobre una camisa de una mujer casada que deseava se apartase a un viudo de otra enamorada que tenia y ordeno diesen a vever al hombre ciertas aguas y de la bendita para apartarle d&#8217;ella y que obtuvo suia atencion esto por uno dia que continuo esta diligencia, confesso tambien haver dicho las mismas oraciones y mesurado su celo en cual a una mujer que acudio a ella por remedio de ciertas opilaciones y mal de brazos pero nego todo lo demas. Hizo defensiones<span>  </span>que no la se levaron, concluio, y vista su causa que salga en autto publico(6) en forma de penitente donde se le lea su sentencia . Abiure de levi, sea desterrada de la tierra de Xicli y su termino por tiempo de tres años y cumpla otras penitencias spirituales(4) que le seran impuestas. </span><span style="line-height:150%;font-size:10pt;">Executose.<span>    </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 40.9pt 6pt 45pt;"><span style="line-height:150%;font-size:10pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 40.9pt 6pt 45pt;"><strong><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;">Traduzione</span></strong><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;">:</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 40.9pt 6pt 45pt;"><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;">Pina </span><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;">La Scifa</span><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;">, persona sospettata de levi ma da punire energicamente Vedova, di anni 41, nata a Scicli. Fu accusata da trenta testimoni, dieci uomini e venti donne per aver fatto diverse fatture. Per la sua fama di fattucchiera era richiesta. Le si chiedeva aiuto per le più svariate necessità. Dieci dei testimoni la accusarono di aver prelevato acqua benedetta da tre fonti battesimali diversi e (averla mescolata con) acqua del mare, candele benedette; di aver recitato certe parole incomprensibili tra i denti; di aver più volte ordinato di aspergere con quell&#8217;acqua la soglia della porta della persona che voleva liberare; di lavare altre persone con quell&#8217;acqua. Uno di loro la incolpò, dopo aver insieme messo acqua e candele, di avere ordinato ad una certa persona che toccasse una campana di chiesa, con mani libere dietro la schiena, senza farsi vedere da anima viva, senza farne cenno con nessuno; di assistere pure ad una messa mantenendosi sul piede destro, col piede sinistro alzato e in bocca una lamina d&#8217;argento. Quattro di loro la accusarono di chiedere, per liberare da fatture, camicie, oggetti personali delle persone colpite e di prendere certe misure di essi. Cinque la incolparono di far ritrovare cose perdute. Quattro dichiararono di aver visto in suo potere una figura come di diavolo fatta di cera con chiodi e canne conficcati. Due riferirono che si vantava di aver fatto morire una donna con quella statuina. Due dissero che si vantava di comandare i demoni pronunciando una certa preghiera. Altri due denunciarono di averla sentita affermare di essere in grado di capire se una persona fosse colpita da malocchio e conoscere chi l&#8217;avrebbe stregata. Con queste informazioni, in parte raccolte dall&#8217;Ordinario (2) e in parte dal Commissario del Sant&#8217;Offizio(3) di quella terra di Scicli, fu arrestata e tradotta alle carceri segrete. Nelle sue confessioni negò fino alla pubblicazione dei testimoni. Allora dichiarò solo di avere pronunziato preghiere sporadiche confusamente articolate e solo due volte di avere usato candele benedette per far ritrovare cose perdute a chi le si rivolgeva per quel motivo. Confessò pure di avere recitato delle normali preghiere e usato tre candele benedette su una camicia di una donna sposata la quale voleva concupire un vedovo in potere di un&#8217;altra e di avere raggiunto, quella, lo scopo per ogni giorno che lei, la rea, continuasse la sopraddetta pratica. Confessò pure di aver detto le stesse preghiere con uguale impegno per guarire una donna dalla mancanza di mestruazioni e da un male al braccio, negando tutto il resto. Presentò difese che non la liberarono. Si chiuse il processo. Esaminata la pratica<span>  </span>fu condannata a uscire in autodafé(6) pubblico come penitente durante il quale le fu letta la sentenza, all&#8217;abiura de levi, ad essere allontanata dalla terra di Scicli per tre anni, a altre penitenze spirituali(4) che le sarebbero state comminate. La sentenza fu eseguita.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 40.9pt 6pt 45pt;"><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;"><span> </span></span></p>
<p class="Pollo" style="margin:6pt 85.9pt 6pt 81pt;"><span style="font-size:x-small;">(1) Volutamente la trascrizione non tiene conto dell&#8217;accentuazione, introdotta nel castigliano diversi secoli più tardi. </span></p>
<p class="Pollo" style="margin:6pt 85.9pt 6pt 81pt;"><span style="font-size:x-small;">(2) L&#8217;Ordinario in quel tempo era il vescovo di Siracusa.</span></p>
<p class="Pollo" style="margin:6pt 85.9pt 6pt 81pt;"><span style="font-size:x-small;">(3) In ogni paese, capillarmente, il Sant&#8217;Offizio aveva nominato un Commissario coadiuvato da un capitano che ne faceva le veci in sua assenza. Il Commissario raccoglieva ogni due anni generalmente, in una data scelta, nel duomo le delazioni, i sospetti e le accuse (anche anonime) a carico di persone di quel territorio. Se ne ravvisava la fondatezza istruiva una pratica. Il reo (o la rea) veniva arrestato spesso ignaro di tutto e tradotto a Palermo dove, in carcere, aspettava che lo processassero.</span></p>
<p class="Pollo" style="margin:6pt 85.9pt 6pt 81pt;"><span style="font-size:x-small;">(4) Le penitenze spirituali spesso comminate, per i sospettati di eresia, in aggiunta alle corporali consistevano nella recita del rosario e pratiche religiose varie.<span>  </span></span></p>
<div style="border-bottom:medium none;border-left:medium none;margin-left:45pt;border-top:windowtext 1pt solid;margin-right:40.9pt;border-right:medium none;padding:1pt 0 0;">
<p class="MsoNormal" style="border-bottom:medium none;text-align:justify;border-left:medium none;line-height:150%;border-top:medium none;border-right:medium none;margin:6pt 0;padding:0;"><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;"> </span></p>
</div>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 40.9pt 6pt 45pt;"><span style="line-height:150%;font-size:10pt;" lang="ES"><span style="font-family:Times New Roman;">Palermo- Relaciones de causas de fee</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 40.9pt 6pt 45pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="line-height:150%;font-size:10pt;" lang="ES">Consejo de </span><span style="line-height:150%;font-size:10pt;" lang="ES">la Suprema</span><span style="line-height:150%;font-size:10pt;" lang="ES"> y general Inquisición</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 40.9pt 6pt 45pt;"><span style="line-height:150%;font-size:10pt;" lang="ES"><span style="font-family:Times New Roman;">A.H.M. Inquisición</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 40.9pt 6pt 45pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="line-height:150%;font-size:10pt;" lang="ES"><span> </span>libro </span><span style="line-height:150%;font-size:10pt;" lang="ES">902, f</span><span style="line-height:150%;font-size:10pt;" lang="ES">. 221</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 40.9pt 6pt 45pt;"><span style="line-height:150%;font-size:10pt;" lang="ES"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 40.9pt 6pt 45pt;"><span style="line-height:150%;font-size:10pt;" lang="ES"><span style="font-family:Times New Roman;">Proceso</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 40.9pt 6pt 45pt;"><span style="line-height:150%;font-size:10pt;" lang="ES"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 40.9pt 6pt 45pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="line-height:150%;font-size:10pt;" lang="ES">Vicencia Lentini &#8211; Supersticiosa maga sortilega con pacto natural de Xicle y vecina de Ragusa diosesi de Zaragoza de Sicilia, mujer casada y de mala condicion de edad de 45 años fue testificada en la dha (dicha) ciudad de Xicle desde el mes de abril de 1650 hasta el mes de enero de 1651 en diversos tiempos de veinte y un testigos. Los primeros de suspersticiones simples y los 16 de superstiones calificadas con mezcla de agua bendita, candelas benditas y oraciones supersticiosas aefeto de curar enfermos y ad amorem, venevolenzia et odium diciendo algunos conjuros con invocaciones de dimonios y duj por lo de que andava con las Brujas de noche y en especial el testigo que ( es una) mujer mayor la testifica de que curandola una enfermedad la rea una noche diques de haberla dicho una oracion supersticiosa la hordeno que encendiese a tres oras una candela bendita y repitiese la dha (dicha) oracion, y haviendolo hecho digo se le aparecio un muchacho todo negro de edad de 4 años a parecer sobre una anca y la dijo que quieres que me mandas y mudandose dize que cerro los ojos y no le respondio, llamando el nombre de Jesus (?) y de alli a tres dias vino la rea lamentandose con el testigo de que haviendola enviado a(q&#8230;) amigo para que la curasse no le havia hecho, excusa que por lo qual la han dado muchos palos, y despues dicho (que) por mas de un año le aparecia el dho(dicho) muchacho negro hasta que con oraciones no aparecio mas. El testigo so(sub) mujer mayor la testifico de que pidiendo remedio para ser bien querida la aconsejo que quando oyese misa quando se alzase el san.mo sacramento dijese mirando </span><span style="line-height:150%;font-size:10pt;" lang="ES">la S</span><span style="line-height:150%;font-size:10pt;" lang="ES">(anta) ostia te desmiento por la gola que tu non eres dios y que hiciese asi siempre que fuse a la misa que asi hacia la rea. Fue Calificado el Proceso y la rea por supersticiosa maga sortilega y que tenia pacto con el Demonio y se vantava de ser de la seita de las brujas y que quatenus(5) dijo te desmiento por la gola dicha pro fini y acuerdo palabras hereticales = en 22 de junio siguiente se voto a prision y en 20 de Agosto se le dio la primera audiencia en la qual y en las otras sostuvo negativa &#8211; en 10 de setiembre se le dio la acusa a la qual respondio negando solo confeso algunas supersticiones simples. Resiviose la causa a prueba y notificados los testigos se le die en Publicacion a 10 de Henero a la qual suspendio como a la acusa añadiendoselo alguna mas supersticiones simples y en 24 de febrero siguiente con comunicacion y parecer de su abogado concluyo la causa difinitivamente sin articular ni hacer defensas y vista en consulta de fe en 20 de marzo se voto a auto(6) con infiamias de hechizera abjuracion de levi </span><span style="line-height:150%;font-size:10pt;" lang="ES">200 oz</span><span style="line-height:150%;font-size:10pt;" lang="ES">(onzes) y reclusion formal por cinco años. -Executose.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 40.9pt 6pt 45pt;"><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;" lang="ES"> </span></p>
<p class="Pollo" style="margin:6pt 85.9pt 6pt 81pt;"><span style="font-size:x-small;">(5) quatenus= riguardo a; giacché. Termine ormai in disuso di origine latina.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 40.9pt 6pt 45pt;"><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 40.9pt 6pt 45pt;"><strong><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;">Traduzione</span></strong><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;">:</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 40.9pt 6pt 45pt;"><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;">Vincenza Lentini, superstiziosa, maga con patto col demonio nata a Scicli e domiciliata a Ragusa, diocesi di Siracusa, Sicilia. Coniugata e di facili costumi, di anni 45. Fu denunciata nella sopraddetta città di Scicli dal mese di aprile del 1650 fino al mese di gennaio del </span><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;">1651, in</span><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;"> occasioni diverse, da ventuno testimoni. I primi<span>  </span>la accusarono di superstizione semplice, gli altri 16 di superstizione aggravata con uso di acqua benedetta, candele benedette e preghiere magiche adoperate per curare infermi, per procurare amore, benevolenza e odio, pronunciando esorcismi nei quali si invocavano i demoni. Due l&#8217;accusarono di andare di notte con le streghe. Particolarmente una donna anziana riferì che la rea, mentre le curava una malattia, una notte profferì una preghiera magica, le ordinò di accendere dopo tre ore una candela benedetta<span>  </span>e di ripetere quello scongiuro. Avendolo fatto, la donna raccontò che le apparve un bambino tutto nero dell&#8217;età di 4 anni che si reggeva sopra un piede solo. &#8221; Mi hai comandato, che cosa vuoi?&#8221; Le chiese. E lei, cambiando colore, chiuse gli occhi e non gli rispose, invocando il nome di Gesù. Dopo tre giorni venne la rea lamentandosi con la teste del fatto che, avendole mandato quell&#8217; amico per curarla, lei non avesse voluto. Motivo per cui la fattucchiera aveva ricevuto tante percosse. Aggiunse ancora la testimone che per più di tre anni continuava ad apparirle il bambino nero fino a quando, con esorcismi, fu allontanato. Sempre questa donna anziana raccontò che rivolgendosi a lei per suscitare benevolenza, la maga l&#8217;avrebbe consigliata di dire, al momento dell&#8217;elevazione della santa Ostia nella messa: &#8220;Con la mia bocca nego che tu sia Dio&#8221;. E che lo facesse sempre ogni qual volta che ascoltasse la messa perché anche lei, la rea, lo faceva. Il processo a carico dell&#8217;accusata fu iniziato per superstizione, magia, sortilegio, patto con il demonio. Ma anche perché si vantava di appartenere alla setta delle streghe e per riguardo alla frase da lei pronunciata con fini eretici: &#8220;Con la mia bocca nego che tu sia Dio&#8221;. Il 22 del mese di giugno seguente si votò perché fosse incarcerata e il 20 di agosto fu celebrata la prima udienza e tanto in essa quanto nelle successive la donna negò decisamente tutto. Il 10 di settembre le fu formalizzata l&#8217;accusa nonostante continuasse a negare. Solo confessò qualche superstizione semplice. Esaminata la prova e notificati i testimoni, la causa fu pubblicata il 10 di gennaio. Fu sospesa per aggiungervi ulteriori superstizioni semplici e il 24 di febbraio seguente, con il beneplacito del suo avvocato che non presentò eccezioni e difesa, il processo fu definitivamente chiuso. Esaminato in camera di consiglio il 20 di marzo la donna<span>  </span>fu condannata all&#8217;autodafé(6) pubblico come fattucchiera, all&#8217;abiura de levi, a 200 onze di spese, alla reclusione formale per anni cinque. La sentenza fu eseguita.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 40.9pt 6pt 45pt;"><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 40.9pt 6pt 45pt;"><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;"> </span></p>
<p class="Pollo" style="margin:6pt 85.9pt 6pt 81pt;"><span style="font-size:x-small;">(6) proclamazione solenne della sentenza dell&#8217;inquisitore spagnolo, cui seguiva la cerimonia pubblica dell&#8217;abiura o della condanna al rogo dell&#8217;eretico, eseguita dal braccio secolare &#8211; Oli-Devoto.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 40.9pt 6pt 45pt;"><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;"> </span></p>
<p class="Note" style="margin:0 139.9pt 0 81pt;"><strong><span style="font-size:10pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">BIBLIOGRAFIA</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 139.9pt 0 81pt;"><span style="font-size:10pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 139.9pt 0 81pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="font-size:10pt;"><span> </span>- <span>       </span>Per il processo di Pina </span><span style="font-size:10pt;">la Scifa</span><span style="font-size:10pt;">, AHNM, Inq., lib. </span><span style="font-size:10pt;">898, f</span><span style="font-size:10pt;">.295</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 139.9pt 0 81pt;"><span style="font-size:10pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 139.9pt 0 81pt;"><span style="font-size:10pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span> </span>- <span>       </span>Per il processo di Vincenza Lentini, AHNM, Inq., lib.902, f.221</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 139.9pt 0 81pt;"><span style="font-size:10pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 139.9pt 0 81pt;"><span style="font-size:10pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span> </span>- <span>       </span>Lexicon topographicum siculum, Vito Amico, Ed. annotata e tradotta dal latino da G. Di Marzo, Dizionario topografico della Sicilia, Tip. Morvillo, Palermo 1855</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 139.9pt 0 81pt;"><span style="font-size:10pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 139.9pt 0 81pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="font-size:10pt;" lang="ES"><span> </span>- <span>       </span>Joaquín Pérez Villanueva y Bartolomé Escandell Bonet, Historia de </span><span style="font-size:10pt;" lang="ES">la Inquisición</span><span style="font-size:10pt;" lang="ES"> en España y América, Centros de Estudios inquisitoriales, Madrid 1984.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 139.9pt 0 81pt;"><span style="font-size:10pt;" lang="ES"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 139.9pt 0 81pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="font-size:10pt;" lang="ES"><span> </span></span><span style="font-size:10pt;">- <span>       </span>Inquisizione e &#8220;superstición&#8221; nella Contea di Modica tra il XVI e il XVII secolo, Melita Leonardi</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 139.9pt 0 81pt;"><span style="font-size:10pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 139.9pt 0 81pt;"><span style="font-size:10pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span> </span>- <span>       </span>Il Tribunale siciliano della Santa Inquisizione, Francesca Bonaceto</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 139.9pt 0 81pt;"><span style="font-size:10pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 139.9pt 0 81pt;"><span style="font-size:10pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span> </span>- <span>       </span>Il Tribunale del Sant&#8217;Uffizio in Sicilia,<br />
<span> </span>Giovanna Fiume</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;margin:6pt 139.9pt 6pt 81pt;"><span style="line-height:150%;font-family:arial;font-size:10pt;"> </span></p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/unuomolibero.wordpress.com/92/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/unuomolibero.wordpress.com/92/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/unuomolibero.wordpress.com/92/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/unuomolibero.wordpress.com/92/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/unuomolibero.wordpress.com/92/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/unuomolibero.wordpress.com/92/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/unuomolibero.wordpress.com/92/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/unuomolibero.wordpress.com/92/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/unuomolibero.wordpress.com/92/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/unuomolibero.wordpress.com/92/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=unuomolibero.wordpress.com&blog=4562962&post=92&subd=unuomolibero&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://unuomolibero.wordpress.com/2008/10/28/le-streghe-di-scicli/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="" medium="image">
			<media:title type="html">unuomolibero</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://www.bethelux.it/images/gostanza.jpg" medium="image" />

		<media:content url="http://www.lealidiermes.net/images/la%20strega%20e%20il%20diavolo.jpg" medium="image" />

		<media:content url="http://www.admaioramedia.it/public/Foto/inquisizione.jpg" medium="image" />

		<media:content url="http://www.guidasicilia.it/foto/news/cultura/inquisizione_streghe_N.jpg" medium="image" />

		<media:content url="http://www.guidasicilia.it/foto/news/arte/goya_inquisizione_N.jpg" medium="image" />
	</item>
	</channel>
</rss>